Sicurezza
«Dal marmo incasseremo tre milioni in più»
Il sindaco Zubbani: è la previsione derivante dall’eliminazione dei beni estimati sui quali rifaremo un censimento certosino. Al lavoro anche l’ufficio legale
CARRARA. Rivoluzione o terremoto, come la si voglia chiamare, la svolta data al settore delle cave dalla nuova legge regionale 356, è epocale. E se gli industriali carraresi stanno aspettando di leggere bene il testo definitivo e valutarlo (ma la scontentezza l’hanno già palesata in queste settimane prefigurano battaglie legali), il sindaco Angelo Zubbani che ha seguito a Firenze il consiglio regionale dove è stata varata la legge, che cancella i beni estimati e rimescola le carte sull’escavazione, il sindaco Angelo Zubbani ha già fatto un po’ di conti: «Tolto quanto dovremo dare alla Regione, il Comune dovrebbe incassare circa tre milioni di euro in più dal marmo». E conferma quanto aveva già detto alla vigilia della seduta: «Noi siamo pronti».
Che non vuol dire cominciare da oggi ad applicare i canoni degli agri marmiferi agli “ex” beni estimati. Ma cominciare a camminare subito dentro le procedure per poterlo fare. Dai dati finora conosciuti, nel comune ci sono 29 cave da sempre agri marmiferi, 7-8 cave completamente beni estimati, e 44 cave miste.
Con la legge regionale sono tutti agri marmiferi. Per le cave di Massa e Carrara, viene confermato il potere dei Comuni sulle concessioni, che in futuro verranno rilasciate con una gara pubblica, ed è prevista una fase transitoria di sette anni per le aziende con concessioni, più altri due anni per le imprese con certificazione ambientale. Il periodo si allunga a 25 anni per chi stipula una convenzione per lavorare in loco il 50% dei marmo scavato.
Sindaco, cosa accade ora a livello pratico?
«Come Comune faremo un riesame certosino di tutti i mappali di cava. Attiviamo l’ufficio marmo e l’ufficio legale. Non posso dire quando scatterà il canone anche per i beni estimati. Ma non basta attendere che la legge sia sul Burt (il Bollettivo ufficiale della Regione Toscana) per mutare tutto subito il giorno dopo: sono stabili in 180 giorni i tempi per fare il nuovo regolamento comunale e ultimare gli adempimenti per i beni estimati. Ma noi faremo il più presto possibile, stando attenti però a non scivolare su bucce di banana, cioè a non sbagliare negli atti di nostra competenza».
Le tariffe del marmo, sui beni estimati che saranno annullati, saranno retroattive?
«Questo non sono in grado di dirlo al momento. Ma cambieranno le percentuali di calcolo dei canoni e del contributo ambientale regionale, che finora hanno dato un totale del 13% sul valore medio del marmo escavato. La percentuale dei canoni è stata dell’8 per cento, e quella del contributo regionale del 5 per cento. Ora si cambia: il contributo sale al 10 per cento e il canone scende al 5 per cento. Il totale sarà del 15% che è il massimo stabilito dalla nuova legge fra canone concessorio comunale e contributo regionale di estrazione. Il contributo regionale lo hanno sempre pagato anche i beni estimati. Si è quindi inasprita la quota che le aziende dovranno versare alla Regione».
Avete una stima indicativa di quanto incasserà di più il Comune dal marmo?
«Va tenuto conto del fatto che rispetto all’incasso l’11 per cento va alla Regione, che poi lo ripartirà fra quota parte destinata al parco delle Apuane, un’altra parte al Soccorso cave (che già aveva una destinazione finanziaria), e una parte va all’ufficio apposito regionale che verrà istituito. In sostanza finora davamo alla Regione circa 800.000 euro: diventeranno circa due milioni. Ecco perché la stima al netto del futuro gettito, sarà di 3 milioni in più».
Sindaco, dopo questa maratona, qual è il suo stato d’animo? Più rilassato o no?
«Beh, il clima in città è quello che è; l’atteggiamento delle imprese dal 2012 in poi è stato tale da non creare sbocchi alla questione dei beni estimati. Ora, una volta per tutte siamo usciti dalla lunga fase dei pareri e siamo entrati nella fase operativa della nuova legge. Rilassato? C’è ancora molto da fare».
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