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Cremazioni, il processo riparte nell’aula bunker

Cremazioni, il processo riparte nell’aula bunker

Il pm sarà sempre Manotti
Le difese pronte a dare battaglia. Corsa contro il tempo per la prescrizione

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MASSA. Aula bunker del tribunale di Genova. Ecco dove si terrà il processo d'appello sulle cremazioni del Mirteto. Appuntamento venerdì mattina (13 marzo) alle ore 9: comincia il sostituto procuratore Federico Manotti, poi toccherà alle parti civili. Nelle prossime due udienze, già fissate il 20 e il 27 marzo, saranno le difese a dire la loro. Dando vita a una corsa contro il tempo per scongiurare la perscizione di alcuni dei reati contestati.
Sarà un maxi processo, come quello di primo grado. Per questo Genova ha messo a disposizionel'aula bunker del tribunale, quella delle grandi occasioni come la celebrazione dell'anno giudiziario. Manotti si è appellato alla sentenza del collegio di Massa, ma non condivide solo alcuni aspetti del dispositivo: «Più che altro l'impugnazione verte sul mancato riconoscimento del reato associativo e abuso di ufficio a Fialdini. C'è poi l'assoluzione dell'ex ufficiale dei carabinieri Augusto Calzetta che non mi convince e la pena a Renato Alibani secondo me non è congrua».  Aggiungendo:«Il mancato riconoscimento del reato associativo a Fialdini mi sembra la parte meno convincente della sentenza di primo grado. Senza un gancio in Comune Euroservizi non avrebbe potuto fare il bello e il cattivo tempo nella gestione dei servizi cimiteriali».
Ma il processo bis Manotti nasconde alcune insidie per l'accusa: le difese proporranno il loro cavallo di battaglia, la rapidità del passaggio dei testimoni dopo che è stato mutato il collegio. Motivo di impugnazione per alcuni imputati. Queste le condanne di primo grado: Renato Alibani, titolare di Euroservizi, la società che gestiva i servizi cimiteriali per conto del Comune di Massa, sette anni di reclusione. Tra i reati contestati quelli riconosciuti dal collegio sono soppressione di resti mortali, falso, peculato, associazione. Maurizio Guerra, 4 anni e 10 mesi: oltre all’associazione c’è la dispersione delle ceneri, l’associazione e il peculato. Luca Pelletti, 4 anni e 4 mesi, per lui il reato associativo. Associazione e dispersione per Marco Grassi, 4 anni e un mese; Alessandro Dazzi, 3 anni e 4 mesi, Piero Dell’Amico, 3 anni e 4 mesi, e Silvano Carmagnola, 2 anni e otto mesi. Truffa e corruzione invece per Enrico Paladini, un anno e sei mesi. Otto mesi per omessa denuncia e falso a Renzo Fialdini, ex funzionario comunale. Quattro mesi a Michela Santucci per aver tentato di raccogliere informazioni sull’indagine sul cimitero. Infine assolto l’ex ufficiale dei carabinieri Augusto Calzetta (associazione) e l’operaio Alan Tomazzini, l’unico che si era ribellato agli ordini che gli venivano impartiti dall’alto. L'assoluzione di Tonazzini è diventata definitiva perché nessuno ha fatto appello.
 

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