Il dolore
Sodini: noi difendiamo i 16 dell’Isr
Il presidente della Cciaa contro la Cgil. «Idearia costa 40.000 euro»
CARRARA. «Tempismo da parte della Cgil: mentre leggete questa nota i 16 dipendenti del servizio Cati sono al loro posto di lavoro nel team del progetto "Crea in Rete", l'evento della Camera di Commercio e dell'Istituto di Studi e Ricerche in programma sabato». Così Dino Sodini, presidente della Camera di Commercio replica alle accuse del sindacato sulla sorte dei 16 dipendenti del call center dell’Isr.
«I lavoratori perdono il posto e Sodini spende 82.000 euro per Idearia». Sodini replica per le rime. Spiega che i 16 lavoratori saranno impegnati nel progetto “Crea in Rete”, un evento «che rientra nel profilo istituzionale dell'ente: turba il fatto che i sindacati non ne capiscano l'importanza e soprattutto non riescano a vedere più in là del semplice appuntamento che rappresenta, e questo è più che un auspicio, un punto di partenza. Camera di Commercio e Isr - rassicura - sono al lavoro ininterrottamente per intercettare nuove commesse ed indagini: stiamo aspettando alcune risposte. In questi giorni abbiamo letto e sentito di tutti sul futuro del Cati. La realtà è che stiamo lavorando per tutelarlo. Peccato che anche questo non sia pienamente compreso dai sindacati».
Ma i sindacati contestavano anche i costi dell'evento: «L'iniziativa costa meno della metà dei fantomatici 82.000 euro di cui parla la Cgil e e sono per buona parte sponsorizzati, proprio per evitare di intaccare risorse all'ente. Per organizzarlo stiamo facendo i numeri, ma anche questo è uno sforzo, poco compreso. Prima di sparare si dovrebbe essere bene informati. Qui nessuno vuole mandare a casa nessuno, ma i ponti andrebbero costruiti, non certo rotti prima di aprire il cantiere».
E sull'accorpamento, l'altro tema sollecitato, Sodini è chiaro: «La Camera di Commercio di Massa Carrara si accorperà, questo sarà probabilmente il suo destino, con la Camera di Commercio di Lucca. Questo significa che, per garantire i posti di lavoro dei dipendenti, ci saranno dei movimenti del personale in entrambe le direzioni perché l'unico vantaggio dell'accorpamento è quello di tutelare i lavoratori. Avremo potuto anche scegliere l'opzione del fondo perequativo di Unioncamere così come hanno fatto Livorno e Grosseto che i sindacati hanno citato, ma abbiamo preferito, per il momento, evitare di stravolgere la vita e le abitudini dei dipendenti che dovranno, sicuramente, abituarsi non appena la riforma sarà completa, ad recarsi anche a Lucca se necessario. La verità è che non si è mai contenti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google