Sicurezza
Fuga a folle velocità per le vie del centro
Un’auto forza un posto di blocco della polizia. Inseguimento in viale Roma, poi i due scappano a piedi. Qualcuno ha sparato
MASSA. Un inseguimento all’americana: l’auto dei cattivi davanti che sfreccia a tutta velocità e tre macchine della polizia dietro a sirene spiegate. E qualcuno ha sparato, anche se la questura lo nega ci sono troppi testimoni a dirlo per non parlarne. Forse colpi intimidatori esplosi in aria. Ma da chi? Non si sa. È successo davanti alla stazione di Massa, a pochi metri dal centro, in pieno pomeriggio.
Il posto di blocco. Protagonista una Volvo di colore grigio targata CM486ZE: a bordo ci sono due persone, presumibilmente magrebine. Hanno delle facce poco raccomandabili secondo gli agenti del Reparto prevenzione crimine di Firenze, a Massa per una serie di controlli sicurezza. Quelli del Rpc mostrano la paletta per fare gli accertamenti: la Volvo non rallenta, ma schizza via, sfiorando i due poliziotti che restano di sasso.
L’inseguimento. Allarme immediato: la pattuglia si mette all’inseguimento dell’auto grigia, insieme ad altre due volanti che nel frattempo hanno raccolto la chiamata. Ed è qui che secondo chi ha assistito alla scena vengono sparati tre colpi di pistola. La Volvo imbocca viale Roma, va a una velocità pazzesca: almeno 150 chilometri orari. Chi è al volante è spericolato. Brucia due semafori rossi, rischiando di investire una mamma con il bimbo che stava attraversando sulle strisce. La polizia è alle costole, ma non può fare le infrazioni di chi scappa; i fuggiaschi riescono a prendere quei metri di vantaggio che diventano incolmabili. O meglio, sembrano incolmabili.
L’incidente. In fondo a viale Roma, probabilmente per la folle velocità, la Volvo sbanda e finisce in un giardino. E picchia contro una sorta di recinzione. I due uomini che erano a bordo escono dall’abitacolo come due schegge impazzite e cominciano a correre in due direzioni diverse.
La fuga a piedi. Arrivano le forze dell’ordine, ma non riescono a stargli addosso. E i fuggitivi fanno perdere le loro tracce. Anche perché mentre se la danno a gambe si spogliano, lasciando cadere in terra i giubbotti che indossavano. Indumenti - ritrovati poco distante dalla vettura - che avrebbero potuto farli individuare dalla polizia. A quel punto a Marina di Massa si scatena una vera e propria caccia all’uomo, in tutte le strade ci sono divise. Si guarda dietro ai cespugli, nei bar e perfino nella pineta. È come cercare un ago in un pagliaio, però. E così la scientifica concentra le sue attenzioni sulla vettura abbandonata. Qualcosa gli esperti della squadra mobile trovano e la mettono dentro una busta. Sembrano due parrucche, ma anche qui la questura non conferma. Non c’è praticamente altro: niente armi, niente droga e niente strumenti per lo scasso. O hanno portato via tutto prima di sparire oppure non si capisce perché quei due hanno cominciato a correre. Se quelle repertate fossero parrucche la pista più probabile sarebbe quella dei rapinatori. Ma per questo si sta cercando di risalire ai veri proprietari della vettura.
Le ipotesi. La polizia sta cercando di capire perché quegli stranieri hanno fatto una cosa del genere: forzare un posto di blocco è estremamente pericoloso. I casi sono due: o si trattava di persone ricercate per reati pesanti oppure stavano trasportando qualcosa che non volevano finisse nelle mani delle forze dell’ordine. Senza troppi giri di parole potrebbero essere due corrieri della cocaina, che erano arrivati a Massa per effettuare la consegna ai pusher della zona. Ma anche la pista dei rapinatori, soprattutto se nell’abitacolo c’erano le parrucche, non è da escludere: erano certamente armati e sapevano che sarebbero stati arrestati e così hanno tentato il tutto per tutto. Riuscendoci. Difficile invece che si tratti di topi di appartamento: nessuna refurtiva è stata trovata eppoi una fuga del genere non sarebbe stata motivata. La caccia ai due magrebini è proseguita fino a notte inoltrata.
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