Sicurezza
Specialist in sala, il pm chiede 3 mesi anche per i medici
MASSA. Ha chiesto la condanna a tre mesi ciascuno per gli undici imputati il pubblico ministero Deborah Bracco, colpevoli sia i dottori sia gli specialist quindi. Non di falso, ma di esercizio...
MASSA. Ha chiesto la condanna a tre mesi ciascuno per gli undici imputati il pubblico ministero Deborah Bracco, colpevoli sia i dottori sia gli specialist quindi. Non di falso, ma di esercizio abusivo della professione medica. Il pm nella sua requisitoria ha puntato il dito contro sei agenti di commercio che promuovono le protesi agli ospedali e cinque camici bianchi. L'accusa che resta in piedi è quindi esercizio abusivo della professione sanitaria (anche per chi pur essendo abilitato non ha impedito agli specialist di fare gli infermieri). Il sostituto procuratore Federico Manotti, che aveva dato il via all'indagine coordinando i Nas, aveva contestato di omettere sistematicamente di annotare sul registro operatorio la partecipazione degli agenti di commercio agli interventi chirurgici.
Alla fine dell'indagine sei specialist e cinque medici erano stati iscritti nel registro degli indagati dalla procura. Ecco chi sono gli agenti di commercio finiti alla sbarra: Valter Giorgio Ghezzi, 50 anni, di Milano; Maurizio Lazzarotti, 59 anni, di Massa; Stefano Locciola, 52 anni, di Villafranca in Lunigiana; Pier Carlo Moscatelli, 55 anni, di Carrara; Federica Nascetti, 48 anni, di Chiavari; Andrea Puccinelli, 46 anni, di Pisa. I medici: Bernardo Pavolini, 59 anni, di Forte dei Marmi, direttore di Ortopedia e traumatologia dell'ospedale Santi Giacomo e Cristoforo di Massa; Alberto Sancin, 50 anni, di Montignoso, all’epoca direttore di struttura semplice nel reparto di Ortopedia e traumatologia dell'ospedale di Massa; Gian Filippo Ceravolo, 63 anni, di Massa, dirigente medico di primo livello nel reparto di Ortopedia e traumatologia del Santi Giacomo e Cristoforo; Rosario Passalacqua, 51 anni, di Massa dirigente medico nel reparto di Ortopedia e traumatologia ed Egisto Brocchini, 58 anni, di Massa, ortopedico all'ospedale Santi Giacomo e Cristoforo.
L'indagine è partita nell'ottobre del 2007, quando i veri infermieri hanno deciso di vuotare il sacco e dire cosa avveniva nelle sale operatorie di ortopedia del Santi Giacomo e Cristoforo. Sono andati dai carabinieri e hanno cominciato a fornire elementi utili per l'indagine ai militari del nucleo. I loro riscontri sono stati fondamentali, tanto che per raccogliere le prove non sono stati utilizzati né video né intercettazioni ambientali o telefoniche. Gli specialist svolgevano le mansioni che non gli competevano in sala operatoria. E i carabinieri hanno scritto nella loro relazione che hanno consegnato al pubblico ministero: «Trovata un'incresciosa situazione ormai consolidatasi nel tempo all'interno delle sale operatorie dell'ospedale». Le operazioni irregolari sono quarantacinque, ma va anche detto che sono interventi chirurgici perfettamente riusciti. Non un errore, non una sbavatura. I pazienti hanno la loro protesi perfettamente funzionante e soprattutto non hanno mai lamentato un problema legato al fatto di essere finiti sotto i ferri.
Nei giorni scorsi erano stati i luminari a sfilare davanti al giudice per spiegare le motivazioni di quelle consulenze in sala operatoria. I camici bianchi avevano fatto segnare un punto a favore delle difese perchè, in sostanza, quello che è stato ribadito è l’utilità della presenza degli specialist. Sul banco dei testimoni si erano seduti il professor Rodolfo Capanna, dell’ospedale di Careggi, il dottor Massimo Aliani, ortopedico e Lorenzo Marzana, chirurgo dell’ospedale di Massa. Hanno cominciato a parlare anche le difese, nelle arringhe gli avvocati hanno chiesto l’assoluzione con formula piena. Sentenza il 23 marzo.
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