Il Tirreno

«Per le imprese ci sono garanzie»

«Per le imprese ci sono garanzie»

Ai sindacati non dispiace la nuova legge, «e il Pit è stato migliorato. Occupazione tutelata»

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. I sindacati Feneal Uil, Fillea Cgil e Filca Cisl non sono preoccupati, né per il Piano paesaggistico, né per la legge sulle cave. Francesco Fulignani (Feneal): «Nel Pit tante cose sono cambiane in meglio per noi, rispetto al progetto iniziale, anche grazie a tanti interventi sindacali. Sulle legge, segnali di preoccupazione per l'occupazione non ce ne sono».

Roberto Venturini (Fillea): «Sulla legge mi par di capire che il problema sono i beni estimati. Ma la Regione ha pareri legali. A noi preoccupava di più il piano apesaggistico, il dal testo di dicembre scorso. Ora mi sembra che stia andando nel verso giusto, ma attendiamo a dare giudizio quando vedremo il testo finale. Rossi giovedì scorso ha detto che testo definitivo non c'era ancora». Venturini non condivide le preoccupazioni degli imprenditori in merito alle aste: «La legge prevede sette anni prima delle aste, ma allungabili di molti anni se viene fatta la filiera, se viene lavorato in loco il 50% del marmo prodotto. Allora le aziende avranno questa garanzia. Non vedo elementi di rischio perl’occupazione. Capisco che chi ha un bene e la Regione dice che non è più voglia difenderlo, ma lo scopo è di far pagare sia chi ha concessinoi sia chi ha beni estimati: la Regione cercato di mettere “pace” fra queste due differenze. Il giudizio finale lo daremo quando avremo i testi definitivi sotto mano. A noi preme che non ci siano perdite di posti di lavoro. Secondo Rossi non avverrà».

Gicomo Bondielli (Filca Cisl): «Da come era nato il Pit molto restrittivo, si rischiava. Adesso secondo c’è una positività. Possibilità di aprire nuove cave seppure attraverso una commissione regionale, possibilità dei amplaimento del 30% della cava. Insomma, la tutela occupazionale c’è, come ha detto Rossi nessuno voleva chiudere le cave» E sulle nuove norme per le concessioni, Bondielli sottolinea che c’’è la possibilità per ogni impresa che fa la filiera di lavorare le cave per 25 anni. Inoltre – aggiunge – vanno ridate le gambe al distreto lapideo andato nel dimenticatoio. Rossi è favorevole: ora occorre mettere da parte i campanilismi e lavorare insieme, sindacati e imprenditori, e trovare soluzioni per mandare avanti il settore lapideo che deve avere una ricaduta economica e occupazionale sul territorio».(c.car.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web