Il Tirreno

Call center Isr, in 16 sempre più a rischio

di Cinzia Chiappini

E la Cgil attacca la Camera di Commercio: «I lavoratori perdono il posto e Sodini spende 82.000 euro per Idearia»

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CARRARA. La Cgil all'attacco dei vertici della Camera di Commercio: «Nonostante una riforma alle porte e i 16 posti di lavoro a rischio al servizio Cati, il presidente Dino Sodini snobba le nostre richieste di incontro e intanto spende 82.000 euro per l' “Ideario”».

La riforma del sistema camerale è nell'aria da tempo e per quanto il governo non abbia ancora imposto alcun ultimatum, c'è chi si è mosso con anticipo come Livorno e Grosseto: i due enti hanno puntato sull'autoriforma, evitando tagli e accorpamenti dall'alto e si sono così aggiudicati come "neonata" Camera di commercio della Maremma e del Tirreno i 400 mila euro messi a disposizione da Unioncamere. Al contrario, secondo Filcams e Funzione Pubblica Cgil, a Massa Carrara non solo non si hanno notizie sul futuro dell'ente camerale ma addirittura si è pronti a rinunciare a un servizio fino a poco tempo fa ritenuto strategico, quello del Cati (call center dell’Isr) e mettere così a rischio 16 posti di lavoro, mentre si spendono 80 mila euro per un'iniziativa di poche ore.

Sono carichi da "novanta" quelli che Silvano Leoni, segretario della Funzione Pubblica e Sebastiano Salaro, della Filcams mettono sul tavolo delle polemiche nella partita, delicatissima, con i vertici della Cciaa. L'attacco della Cgil parte dopo diverse richieste di incontro al presidente Dino Sodini, tutte cadute, duce il sindacato nel vuoto: una inviata lo scorso 2 dicembre congiuntamente con Cisl e Uil, poi altre due, l'ultima delle quali del 24 febbraio. Nel frattempo la situazione si è complicata: alla necessità di un confronto sul percorso di autoriforma, da gennaio si è aggiunto il problema del futuro del Cati il "call center" della Camera di Commercio che svolge le rilevazioni telefoniche per le analisi dell'Istituto Studi e Ricerche e per cui lavorano 16 dipendenti, tutte donne, con contratto a chiamata a tempo indeterminato. Come si legge nella delibera della giunta camerale, in cui si sondano le soluzioni finalizzate a preservare l'equilibrio di bilancio di Isr, «la funzione del Cati potrebbe anche essere oggetto di dismissione in quanto ritenuta non più strategica dall'Ente camerale». Il call center è avviato quindi sulla strada della liquidazione visto che, difficilmente, si troverà un acquirente disposto a rilevarlo: «Non è stato fatto alcun tentativo per sondare la disponibilità di altri enti camerali vicini a usufruire del nostro Cati» lamenta Sebastiano Salaro, sottolineando che dopo la chiusura di questo servizio l'Isr sarà costretto ad affidarsi a un'agenzia esterna. Ad avvelenare ulteriormente il dente dei sindacati, la notizia del rinnovo del contratto per la segreteria della Camera di Commercio, un incarico da 5.000 euro al mese, e quella sui costi dell'"Ideario", la manifestazione da 82.000 euro che si terrà sabato 14 marzo a CarraraFiere: «E' giusto spendere tutti questi soldi per una giornata sola mentre si lasciano a casa 16 persone?» domanda Salaro. E mentre la Filcams non esclude iniziative di protesta in concomitanza con l'iniziativa di sabato prossimo, il segretario della Funzione Pubblica Leoni punta il dito contro «la mancanza di programmazione» dei vertici dell'ente camerale, e accusa il presidente Dino Sodini di «sfuggire al confronto».

I due segretari di categoria estendono il loro appello alle altre istituzioni interessate alle sorti di Camera di Commercio, Isr e Servizio Cati, auspicando che il Comune di Carrara, quello di Massa e l'Unione dei Comuni - tutti soci di Isr - si dimostrino più disponibili al confronto sul futuro dei 16 dipendenti del call center ma anche su quello, a oggi decisamente nebuloso, dei 40 dipendenti dell'ente camerale.

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