Il Tirreno

Aggressione, furto e spari: è tutto finto, due nei guai

Aggressione, furto e spari: è tutto finto, due nei guai

Dopo una lite uno aveva detto di essere stato minacciato dall’altro con la pistola i carabinieri lo hanno denunciato per false dichiarazioni e l’altro per minacce

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LICCIANA NARDI. Niente spari, nessun furto di auto e relativo inseguimento a piedi da parte del “derubato”: solo una lite scaturita chissà per quali motivi, poi degenerata, ma solo nella mente di uno dei due protagonisti, entrambi artigiani e quasi della stessa età. Una frottola che costerà salata, dato che il sedicente “oggetto degli spari” e “derubato” verrà di certo denunciato per false dichiarazioni, mentre l’altro è già stato deferito per minacce.

I fatti sono stati ricostruiti dai carabinieri (ai quali l’uomo in questione si è rivolto) delle stazioni di Licciana e di Aulla, coordinate dal comando compagnia di Pontremoli.

Secondo quanto riferito ai militari da uno dei due “contendenti”, un 35enne imprenditore della zona, lo stesso sarebbe stato, nella serata di sabato scorso, derubato della sua Fiat Doblò, e addirittura intimidito dal “ladro” che, fuggendo a bordo della vettura, sempre secondo quanto raccontato dal proprietario del veicolo, avrebbe esploso in aria alcuni colpi di pistola, tanto per scoraggiare colui che tentava di inseguire a piedi il Doblò a lui rubato.

Una vicenda lacunosa che non ha tratto in inganno i carabinieri, peraltro avvisati dei fatti solo quattro ore dopo rispetto a quando sarebbero accaduti.

Ma ripercorriamo il racconto del primo imprenditore, ossia il sedicente derubato.

Attorno alle 19 di sabato, l’uomo in questione avrebbe notato qualcuno mentre gli stava rubando il veicolo. Subito il proprietario sarebbe accorso per fermarlo, ma lo sconosciuto, per nulla intimorito, avrebbe sparato in aria alcuni colpi di pistola.

A questo punto la storia si fa ancora più confusa, come riferiscono i carabinieri (avvisati solo attorno alle 23) che invece hanno trovato il Doblò in questione perfettamente parcheggiato vicino alla casa del suo proprietario. Inoltre, nella zona indicata come scenario del furto, nessuno ha sentito gli spari dichiarati dal primo artigiano.

I pezzi dell’intricato puzzle sono però stati ricomposti dagli uomini in divisa e ne è scaturito che i due in questione (il secondo è di un anno più giovane del “derubato”) avrebbero avuto un litigio, non si sa ancora se per motivi di lavoro o altro, che poi è sfociato nel racconto poco convincente del proprietario del mezzo.

Da qui la doppia denuncia; una per false dichiarazioni alle forze dell’ordine, l’altra per minacce, a seguito della denuncia presentata dal primo ai carabinieri.

Della pistola, poi, nessuna traccia e pare che l’uomo accusato di aver sparato, non disponga di alcuna arma, quantomeno regolarmente denunciata(f.p.).

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