Sicurezza
Sunset: fuorilegge la piscina sull’arenile
La contestazione non può essere sanata. I balneari: ingessati dal vecchio piano dell’arenile, così non siamo competitivi
MASSA. La piscina del bagno Sunset, a Cinquale di Montignoso, era stata piazzata nella fascia dell’arenile, non in quella del verde e dello sport. Per questo non solo è stata “smontata” ma sarà anche difficile che possa essere sanata.
Per le altre situazioni, emerse dalle verifiche annunciate di Capitaneria di Porto, Agenzia del Demanio e Dogana (in collaborazione con i Comuni) potrebbero scattare le sanatorie, e le relative sanzioni amministrative. Quindi, anche alla luce delle risposte attese, proprio dagli operatori sulla costa, dal regolamento urbanistico (per il piano dell’arenile i tempi non sono ancora definiti) per le altre contestazioni, che riguarderebbero ad esempio piccoli ampliamenti strutturali nelle fasce consentite, quelle effettuate nel mese di febbraio al bagno Sara e alla Romanina, potrebbero arrivare le sanatorie.
Controlli annunciati ad agosto. Non si è trattata di un’azione a sorpresa ma solo di controlli di routine, annunciati ad agosto dello scorso anno, dopo le polemiche che avevano accompagnato le verifiche in piena stagione balneare. E, questa volta, i passaggi di Capitaneria di porto, Demanio & co. sono annunciati un mese prima che vengano effettuati. Ma come funzionano? In maniera molto semplice, qualora vengano registrate strutture non corrispondenti ai progetti approvati dia rispettivi comuni scattano i sequestri. Sequestri che, a loro volta, possono essere sanati se gli strumenti urbanistici lo consentono. Altrimenti i problemi (o meglio le strutture e gli ampliamenti finiti sotto tiro) devono essere eliminati o rimossi.
I balneari (Compagnia del mare): così siamo ingessati. «Siamo ingessati da un piano turistico vecchio di trent’anni: le contestazioni agli stabilimenti balneari arrivano proprio per questo. Per essere al passo con i tempi abbiamo bisogno di essere concorrenziali: da parte dell’amministrazione abbiamo incontrato una grossa apertura. Alcune risposte alle nostre esigenze arriveranno dal regolamento urbanistico che dovrebbe essere approvato a breve».
A parlare dei controlli, e dei sequestri, ad alcuni bagni di Marina di Massa è Luca Martini, vicepresidente della Compagnia del mare (che comprende 40 bagni e 3 ristoranti che insistono sull’area demaniale) e presidente provinciale di Assobalneari.
«Purtroppo il discorso è sempre lo stesso: pensare oggi di avere uno stabilimento senza piscina e senza cucina è davvero non stare al passo con i tempi - continua l’architetto Martini - Le esigenze sono cambiate, si sono diversificate e la ricettività sul mare anche».
E conclude: «Il regolamento urbanistico sarà davvero utile per sanare le numerose contestazioni che, come sempre avviene, riguardano piccoli ampliamenti ad esempio nelle cucine degli stabilimenti».
Consorzio Riviera Toscana di Massa Carrara. «Sono controlli di routine che peraltro ci avevano già annunciato lo scorso agosto - spiega Maurizio Ragaglini del consorzio Riviera Toscana - Quindi si tratta di verifiche concordate. Nessuna sorpresa e la questione del piano dell’arenile vecchio ormai è arcinota».
Insomma nessuna volontà di entrare in polemica, cosa che accomuna anche i colleghi della Compagnia del Mare.
Le nuove verifiche. Cominciamo col dire che i controlli incrociati di Capitaneria, Agenzia del Demanio, Dogana e Comuni, riguarderanno tutti quanti gli stabilimenti balneari, non solo quelli di Marina di Massa e Cinquale ma anche quelli di Marina di Carrara.
Non si tratta di verifiche a campione, ma di controlli testi a definire eventuali irregolarità, o meglio difformità a livello strutturale. In sostanza a rilevare, e far scattare i sequestri per eventuali abusi sulle strutture che insistono sull’area demaniale. Le nuove verifiche scatteranno a aprile.
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