Il Tirreno

Rifugio Cai isolato per sessanta ore

Rifugio Cai isolato per sessanta ore

A Campocecina corsa contro il tempo per accogliere 70 speleologi in arrivo da tutta la Toscana, ancora disagi sulle strade

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CARRARA. Bloccati, e isolati, per sessanta ore. A meno quattro gradi. In mezzo alla neve, senza acqua e senza corrente. E, proprio alla vigilia di un convegno che ha portato a Campocecina settanta esperti da tutta la Toscana per un convegno speleologico.

Rifugio isolato e Enel non risponde, il titolare chiama i carabinieri. Solo ieri mattina, dopo le 10 ha potuto tirare il fiato il gestore del rifugio Cai Carrara, Gianni Scaffardi.

E l’ostacolo più grosso, racconta, non sono stati gli alberi “piovuti” sulla carreggiata: «Quelli con un po’ di taglia, taglia e taglia li abbiamo eliminati». Piuttosto l’interruzione della corrente elettrica ha rischiato di far perdere settanta ospiti al rifugio.

«Abbiamo chiamato l’Enel in continuazione ci ha risposto sempre un nastro registrato - sottolinea Scaffardi - Alla fine ho chiesto aiuto ai vigili e ai carabinieri. La polizia municipale è rimasta per un’ora e sedici minuti incollata al telefono, senza avere risposta che non fosse quella del nastro registrato».

Alla fine, dopo sessanta ore, la corrente è stata ripristinata.

«Ma per questo - mette bene in evidenza il gestore del rifugio Cai Carrara - dobbiamo ringraziare solo il grande lavoro degli operai dell’Enel che sotto la neve e con temperature proibitive ci hanno aiutato a fare in modo che la situazione tornasse alla normalità».

«Questo per noi è stato molto importante - continua - perché ci ha permesso di ospitare le settanta persone attese per il convegno speleologico. Ma ai primi arrivati abbiamo dovuto fare il caffè con la moka perché alle 10 del mattino non avevamo ancora la corrente».

«La cosa che più mi ha fatto rimanere male - conclude - è stato non aver modo di parlare con qualcuno da Enel, solo un nastro. Come utenti forse meritiamo qualcosa di più».

Viabilità ancora in crisi. Strade invase da alberi, in centro città, ad Avenza e a Fossola. Altre chiuse per il pericolo di tegole pericolanti.

E ancora prefabbricati e capannoni crollati a Fontia e nelle zone collinari. Cataste di tronchi da smaltire. Scooter e macchine travolti da alberi. E, su tutto la paura che quegli alberi, quei pali della luce messi a dura prova dal forte vento possano abbattersi sulla carreggiata. Questo comporta anche alcune variazioni importanti sul traffico e sulla viabilità perché le strade a rischio rimangono impercorribili.

A Carrara l’emergenza è ancora tangibile. Sono ancora parecchie le strade chiuse per il problema di piante e tegole pericolanti. Off-limits via Milazzo a Fossola, via Marcognano e via Ceci in città.

Abitazioni ancora senza luce. L’emergenza però non è solo all’esterno, ma anche all’interno delle abitazioni dove alcune famiglie sono ancora al buio: la situazione, a macchia di leopardo, riguarda varie zone del territorio comunale. Mentre, proprio per un black out durato l’intera giornata di giovedì, il forno della strada non ha potuto sfornare il pane, e ha perso un giorno di lavoro.

Restano al buio ancora alcune abitazioni private in via Filattiera, via Monte D'Arma e a Sorgnano. Insomma la normalità è ancora lontana.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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