Sicurezza
Crollo in via Carriona, lavori nel mirino
Parla il consulente della Procura: la demolizione del bauletto della fognatura concausa del crollo
CARRARA. Una palazzina crollata (cinque anni fa) e un processo che ieir, in tribunale a Massa, ha visto sfilare sul banco dei testimoni il consulente del pubblico ministero, Pietro Misurale, ingegnere idraulico genovese e progettista di interventi di difesa del territorio. Nel mirino sono finiti, ancora una volta, i lavori di messa in sicurezza lungo il torrente Carrione.
Il contro esame del perito sarà terminato dagli avvocati Luca Pietrini e Angelo Tubolino nell’ambito della prossima udienza, già fissata per il 13 marzo. Il processo ora entra nel vivo: nell’udienza successiva verranno sentiti i testimoni delle parti civili.
Il processo riguarda una pagina dolorosa della storia della città: i fatti risalgono al 2 novembre del 2010: una palazzina di tre piani, proprio sulla sponda del Carrione dove erano in corso i lavori per la messa in sicurezza dopo l’alluvione, in pieno centro storico, si sbriciolò letteralmente, lasciando una voragine dove una volta c’erano appartamenti e dove vivevano delle famiglie che, per fortuna, erano state fatte evacuare prima del crollo. La vicenda ha avuto un proseguo in tribunale con un procrsso dove a rispondere dell’ipotesi di crollo colposo sono gli ingegneri Pietro Orsini e Nicola Festa, direttori dei lavori dei lavori di risagomazione dell'alveo del torrente Carrione nel centro storico (lotto Valle). Il dirigente dell'ufficio Opere pubblico del Comune e responsabile unico del procedimento, ingegner Sergio Alteri , e ancora, il direttore dei lavori della ditta Coestra, aggiudicataria dell'appalto per la risistemazione dell'alveo del Carrione, Gianluca Dei. E, infine, Paolo Fredducci, responsabile tecnico della ditta Abc Generale Engineering, che era incaricata di eseguire lavori di bonifica bellica nel fiume.
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