Il Tirreno

danni del vento

Aziende agricole devastate dal vento

Giovanna Mezzana
Serre e raccolti distrutti dal vento
◗
Serre e raccolti distrutti dal vento

Non si trova più un metro di nylon per serre: comprato tutto per tappare buchi nei tetti di case e vetrate infrante

4 MINUTI DI LETTURA





MASSA CARRARA. E ora in giro non si trova più un metro di nylon per serra. Tutto esaurito: è andato a ruba. È un danno che si somma al danno perché piantine ed ortaggi strinati per ore dalla tormenta di vento andrebbero ricoperti il prima possibile: per salvare il salvabile. Da Carrara a Cinquale sono almeno una ventina, secondo una prima stima di Coldiretti, le aziende agricole danneggiate dalla furia del vento che dalle due della notte tra mercoledì e giovedì ha ruggito per ore. Serre, stalle e strutture agricole scoperchiate, alberi da frutto sradicati. E poi immaginate: pomodori, prezzemolo, sedani, peperoni, melanzane.. strappati dalla culla della terra e sparsi ovunque; stessa sorte per le “fioriture” primaverili già deposte con cura nei vasetti: gerani, begonie, margherite.

LA STRAGE. È una vera e propria devastazione che si è abbattuta su produzione agricole tutte prossime alla raccolta: ecco perché, oltre ai danneggiamenti alle strutture, sono ancora più pesanti gli effetti sul settore agricolo locale. «La nostra agricoltura – spiega Vincenzo Tongiani, presidente di Coldiretti Massa Carrara – è caratterizzata dalla presenza di piccole aziende agricole che operano nel settore orticolo e florovivaistico. Perdere anche una sola serra significa aver perso l’azienda e parte della produzione che ne garantisce la sopravvivenza». Abbiamo detto tutto. Difficile al momento stimare i danni in termini monetari; in media per ciascuna azienda si parla di diverse decine di migliaia di euro: ed è una media.

[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.10997112:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10997112:1652057783/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

LA MAPPA. Le aziende danneggiate sono concentrate principalmente nell’area di costa tra Cinquale e Marina di Massa. Sette sono le serre dell’azienda agricola Piera Della Bona, sul lato sinistro del Fescione, che il vento ha scoperchiato, tre delle quali sono completamente distrutte. Sono volate via – e quelle che sono rimaste sono compromesse – le coperture delle serre delle aziende di Silvana Gazzoli, Emanuele Bertoneri, Enrico Gabrielli, Riccardo Fruzzetti, Marco Bellè, Ernesto De Angeli, Claudio Tongiani, Dino Bertoneri, Maria Luisa Berti, Ilio Dalle Mura, Lidia Ciregia, e delle stalle di Nicoletta Menconi, Marco Bonotti a Carrara e Paolo Caruso a Romagnano. È saltato il tetto delle cantine di Anna Maria Guerri in via Granana e del “Feudo Ghelardini” in via Palatina a Montignoso.
IL RACCONTO. Parliamo con Piera Della Bona, la sua è una delle aziende devastate: è in via dell’Acqua a Montignoso. «Il vento ha portato via i nylon – ci dice Piera – e ha persino rotto le strutture di ferro. Ha sparso i vasetti, ha tirato via le piantine ..». Suo marito Enrico ci racconta la terribile notte. «Sono uscito con mio figlio – ci dice – Erano passate le due. Volava di tutto. Ad un certo punto siamo dovuti rientrare perché volavano le tegole dal tetto. Non abbiamo potuto fare niente. Le “folate” ti spostavano e temevamo che ci arrivasse una tegola in testa». Adesso c’è da correre ai ripari. È una corsa contro il tempo. Bisogna ricoprire nuovamente le produzioni, sperando che possano riprendersi e che non sia tutto da buttare. Ma come è possibile farlo rapidamente se di nylon non se ne trova più? «Stamani mi sono recato – dice Enrico – ad un grosso consorzio agrario a Camaiore per acquistare il nylon: ma non l’ho trovato».
Tutto esaurito. Del resto sono state brutalmente spogliate anche le serre della Versilia: pensiamo a quante sono solo a Camaiore, a Capezzano: basta percorrere l’autostrada tra Carrara e Viareggio per avere un’idea della rovina.

GLI ARTIGIANI. Per artigiani e imprenditori il peggio sembra essere stato scongiurato. Assindustria, Confartigianato, Cna non hanno notizia di imprese messe ko dalla tormenta di vento: almeno quelle a loro associate. I disagi tuttavia non mancano: i telefoni vanno ancora a singhiozzio e ancora si riscontrano problemi sulla rete elettrica. Capannoni scoperchiati e strutture industriali danneggiate ce ne sono, eccome, ma questo non avrebbe escluso la ripresa delle attività. «Non abbiamo notizie di danni diretti che abbiano bloccato attività d’impresa – conferma Gianfranco Oligeri, segretario generale di Confartigianato – Contiamo piuttosto, e a macchia di leopardo, una miriade di piccoli danneggiamenti»; almeno in prima battuta, perché spesso le magagne emergono dopo giorni; non ci sarebbero dunque casi eclatanti di black out d’attività, come ci confermano anche da Assindustria, anche se la tormenta di vento è stato l’ennesimo imprevisto anche per il mondo dell’impresa. Confartigianato invita artigiani ma anche famiglie a documentare con fotografie gli eventuali danni subiti, qualora dal pubblico – dalla Regione, ad esempio – arrivassero contributi da impiegare; per informazioni, si può contattare Confartigianato allo 0585-73.187 (Luciano Franchi). Assindustria invece ha comunicato agli associati con un’app come segnalare eventuali problemi sulla rete per la fornitura di energia.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze