Il Tirreno

Abbattuti oltre mille alberi

di Melania Carnevali
Abbattuti oltre mille alberi

Ancora chiuso il cimitero, riaperte in parte le Jare. Gravi danni in due case

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MASSA. La strage di alberi continua. Alle centinaia di piante sradicate e volate via mercoledì notte, sotto la furia di un vento impazzito che spirava a oltre 100 chilometri orari, si aggiungono le centinaia abbattute ieri. Si erano inclinate ed erano a rischio caduta.

Gli operai incaricati e gli uomini della protezione civile hanno provveduto quindi al taglio. In totale sono circa mille le piante perse a Massa (tra abbattute e tagliate) in questa “grande tempesta” che ha investito la Toscana. Le zone più colpite da questa carneficina di piante sono Ronchi e Poveromo. Lì, ieri pomeriggio, era ancora visibile il passaggio della bufera: strade deserte ricoperte di rami, alberi sradicati e ancora appoggiati su cancelli distrutti, altri in terra in attesa di essere portati via. Via Giuseppe Verdi (il viale interno), via Fescione, via Romana sembravano campi di battaglia. Ieri quindi non era ancora la giornata della conta dei danni. Il Comune stima una cifra tra i 1,5 e i 2 milioni di euro per quanto riguarda il patrimonio comunale: quello arboreo, appunto, ma anche il mercato ortofrutticolo delle Jare, la scuola di Bondano e il cimitero di Turano. Ma a questa cifra, comunque approssimativa, va aggiunta ancora una “x” sui danni ai privati. Che non sono pochi. Si parla di tetti scoperchiati, capannoni distrutti, motorini e auto danneggiate. E ancora: tende sfondate, finestre rotte, cancelli e recinzioni volati via.

«Sono arrivate molte segnalazioni - fa sapere l’assessore alla protezione civile, Uilian Berti - ma si presume che ne debbano arrivare molte altre. Non è ancora possibile oggi (ieri per chi legge, ndr) quantificare il danno». Presto per censire tutti i danni, ma improrogabile la messa in sicurezza, con operai a lavoro sui tralicci della luce o a ripulire le strade. In pianura e in montagna, per cercare di ripristinare la normalità il prima possibile. Le strade sono state riaperte ed è stata ripristinata la luce in quasi tutto il territorio comunale. Sono ancora senza corrente elettrica e senza riscaldamento un centinaio di case in tutta la provincia, una decina a Massa. Il Comune sta cercando anche la soluzione per due famiglie che hanno subito ingenti danni all’abitazione; una residente a Poveromo e l’altra ad Altagnana. «Non si tratta di problemi strutturali - chiarisce l’ingegnere del Comune Fernando Della Pina – ma del rischio che piova in casa».

Si tratta quindi di fare interventi tempestivi e sperare poi nell’arrivo dei fondi dalla Regione. L’amministrazione ha inoltre autorizzato Cermec ad accogliere in via eccezionale il verde - erba, rami e sfalci di piante - conferito dai cittadini (normalmente solo le aziende possono farlo). Il conferimento può essere fatto tutti i giorni, con orario continuato, dalle 7 alle 18 per i prossimi 15 giorni (salvo proroghe).

L’unico obbligo del cittadino al momento del conferimento presso l’impianto - fa sapere l’amministrazione - sarà quello di fornire le proprie generalità e di denunciare, per questioni fitosanitarie, il luogo di provenienza del verde conferito - gli altri rifiuti non biodegradabili, come il mobilio o il materiale edile, dovranno invece essere conferiti in Ricicleria.

Il mercato ortofrutticolo delle Jare, dove il vento si è portato via il tetto - ha distrutto la copertura in carta catramata e il manto per la coibentazione, sfondato gran parte del lucernaio e trascinato via il materiale - è stato riaperto parzialmente e a orari ridotti. Rimarrà invece ancora chiusa, fino a sabato prossimo (14 marzo) la scuola di Bondano, dove è saltata una parte del tetto. I bimbi continueranno quindi a fare lezione nelle classi della scuola elementare di via Casamicciola.

Rimane chiuso ancora anche il cimitero di Turano, anche questo per almeno una settimana: il tempo necessario a ripulire e riparare finestre e lucernai. Il sindaco, Alessandro Volpi, ricorda che Firenze ha deliberato lo stato di emergenza nazionale e confida che, a quello regionale segua lo stato di emergenza nazionale con l’apertura di altri finanziamenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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