Il dolore
Almeno 3 milioni di danni
Un milione solo per rifare il tetto del mercato alle Jare. Decine di famiglie ko
MASSA. Un bilancio pesante: tetti scoperchiati, auto distrutte, scooter lanciati in aria come fogli di carta. Alberi sradicati o piegati. Le famiglie dovranno mettere mano al portafoglio. E dovrà farlo anche il Comune: tre milioni di danni al patrimonio di Palazzo civico, oltre alle spese per la messa in sicurezza e lo smaltimento rifiuti. Ma la spesa più pesante è quella che via Porta Fabbrica dovrà sostenere per rifare il tetto del mercato ortofrutticolo, alle Jare. Il vento se l’è portato via, ha distrutto la copertura in carta catramata e il manto per la coibentazione, sfondato gran parte del lucernaio e trascinato il materiale verso mare, pezzi di lamiera si sono abbattuti su cinque case vicine. Non ci sono - parola dei tecnici comunali - problemi strutturali al mercato, ma il tetto non c’è più. E il conto per le sole Jare sfiora il milione di euro: «I danni complessivi, sul territorio - il sindaco Alessandro Volpi fa la conta - sono di diverse migliaia di euro, quasi un milione di euro servirà per ripristinare la copertura del mercato». Ieri mattina alle Jare è il finimondo: i grossisti hanno carichi da migliaia di euro e non possono perderli, hanno bisogno di raggiungere le celle frigorifero. Ma una parte della struttura viene transennata. Chiusa anche tutta l’aria destinata al mercatino del riuso, garantito, seppure con qualche difficoltà l’accesso al magazzino di Evam. In sicurezza, invece, il comando dei vigili urbani al piano superiore: qualche vetro rotto e nulla di più.
Mercato ortofrutticolo ko per il vento e qualche grossista sulle barricate: Franco Bigini, titolare della Fb Ortofrutta, minaccia esposti: «Chiedo un intervento per ripristinare una situazione a rischio. Inoltre chiediamo che sia fatta chiarezza su molte anomalie riscontrate in questi anni, visto che alcuni soldi erano stati stanziati per una ristrutturazione del tetto che non ha mai garantito efficienza. Il mercato è stato transennato solo lato Viareggio e ciò ha permesso alle aziende lato Carrara di lavorare mentre la nostra è stata chiusa con notevole danno economico e di immagine».
(c.s.)
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