Sicurezza
«Ridurremo le partecipate ad un’unica azienda»
Il segretario del Pd Pier Paolo Delia detta i tempi: «Tutto entro un anno e mezzo Non si può pensare di procedere però assegnando doppi o tripli incarichi»
CARRARA. «Non si può mangiare l’uovo prima che la gallina l’abbia fatto»: parola di Pier Paolo Delia, segretario del Pd di Carrara, che commenta così il pressing politico sul riassetto delle aziende controllate dal municipio. «Di qui a un anno e mezzo avremo un’unica partecipata, tagliando i costi e preservando i servizi» spiega il numero uno di via Groppini che si "sbilancia" sulla Progetto Carrara: «Tra i vigilini nessun esubero». La maggioranza prosegue il suo lavoro sul riordino delle partecipate ma coloro che si aspettano cambiamenti eclatanti in tempi brevi, anche alla luce dell’ultimo scandalo che ha investito Apuafarma, devono mettersi l’anima in pace e rassegnarsi a un’attesa piuttosto lunga.
«Stiamo lavorando su un tema molto impegnativo, serve il tempo che serve» osserva il segretario del Pd di Carrara Pier Paolo Delia, alla vigilia dell’ennesima riunione sul tema, lasciando intendere che le rivoluzioni epocali hanno bisogno dei loro spazi di maturazione.
Secondo il numero uno di via Groppini, la maggioranza ha intrapreso ormai da diverse settimane un percorso che la porterà a un riassetto delle aziende controllate dal municipio: «La logica è quella di arrivare, magari tra un anno e mezzo, ad avere una sola partecipata multiservizi, con importanti risparmi per le casse del municipio».
Delia insomma chiede tempo per portare a termine un processo in grado, a suo parere, di mettere tutti d’accordo: «In tempi di crisi non si possono assegnare doppi o tripli incarichi, come non è possibile pensare a dei dirigenti che guadagnano più del sindaco» spiega, precisando che le sue parole non si riferiscono né alla querelle sulla direzione di Apuafarma, né ad altri casi specifici.
«Dobbiamo “spersonalizzare” queste discussioni, noi vogliamo risparmiare, sistemare le partecipate affidandole alle persone giuste in base alle competenze e garantendo i servizi» aggiunge il segretario del Pd.
La difficoltà, secondo Delia, è data dal fatto che non si tratta di imprese private ma di aziende che erogano servizi pubblici da garantire, e che hanno dipendenti da tutelare: «Dobbiamo trovare una logica, serve un’ottica manageriale pur preservando i servizi pubblici» afferma. Ma quali potrebbero essere le ricadute di questo riassetto sulle centinaia di dipendenti delle partecipate?
«Noi siamo un partito di sinistra e vogliamo tutelare il lavoro, però se ci sono degli esuberi non possiamo pagare la gente per una mansione non serve… però ecco non è detto che ci siano dei casi» si affretta a precisare Delia che però questa volta, entra nel merito di un caso specifico, quello della Progetto Carrara.
«Tra gli addetti al Piano della sosta, a mio parere, non ci sono esuberi e nel caso potremmo ricollocarli. Il problema sono gli addetti alla Strada dei Marmi» precisa: il segretario del Pd ricorda che «alcuni geometri, ad esempio, sono giù stati ricollocati presso Erp» facendo capire che l’idea del suo partito rispetto ai posti di lavoro sembra essere quella di “salvare il salvabile”, attraverso la ricollocazione.
Anche per questo sono in corso una serie di riunioni tra i presidenti delle partecipate, impegnati a incrociare “domanda e offerta”: «Certo noi dobbiamo portare a termine la ristrutturazione – dice - se poi ci sarà un prezzo di pagare, possiamo solo sperare che in termini occupazionali sia minimo».
Intanto però, di qui al completamento di questo “riordino” - che secondo Pier Paolo Delia potrebbe richiedere un anno e mezzo - non è detto che le cose restino come sono oggi: «Pensiamo alla rivoluzione del comparto dei rifiuti con la creazione imposta a livello regionale di un unico Ato – spiega il numero uno di via Groppini - è chiaro che prima di raggiungere l’obiettivo finale ci potranno essere degli aggiustamenti».
Insomma, secondo il segretario del Pd la strada da percorrere è ancora lunga e irta di salite ma, garantisce, alla fine ne sarà valsa la pena, sia per lo stato di salute delle casse del municipio, sia per le garanzie sui servizi al cittadino.
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