Il Tirreno

la vicenda

Quell’ultima notte di eccessi e la pista della donna misteriosa

MASSA. I genitori di Andrea Salvadori hanno aspettato il ritorno del figlio due giorni. Ma alla fine non c’è stata la bella notizia, solo un carabiniere che ha suonato alla porta per dire che il loro...

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MASSA. I genitori di Andrea Salvadori hanno aspettato il ritorno del figlio due giorni. Ma alla fine non c’è stata la bella notizia, solo un carabiniere che ha suonato alla porta per dire che il loro ragazzo non c’era più. Era stato ritrovato senza vita nella sua macchina. Con una siringa accanto. La droga aveva rovinato la loro esistenza. E si era portata via quell’uomo di 36 anni.

Salvadori la sera prima di morire l’aveva passata con due amici che aveva incontrato in un bar. Un uomo e una donna. I tre avevano deciso di consumare cocaina e fare sesso. All’aperto. Era quasi estate e non faceva freddo. Una notte che solitamente si definisce brava. Al termine della quale gli altri due avevano deciso di dire basta, Andrea invece no. Dopo la cocaina aveva bisogno dell’eroina e per questo aveva chiamato il suo pusher (Tesconi). Gli inquirenti lo definiscono spacciatore di fiducia perché i due hanno contatti settimanali. Compra l’eroina, se la inietta e il suo cuore smette di battere.

Il primo esame tossicologico non lasciava dubbi: l’uomo trovato senza vita nella sua auto a Marina era stato stroncato dalla droga. Un cocktail micidiale di cocaina ed eroina tagliata con una sostanza che ha avuto degli effetti devastanti nel suo organismo. Una sostanza tossica e letale. Il sostituto procuratore Alessandra Conforti aveva chiesto di aumentare i controlli alla ricerca dei pusher. Andrea Tesconi e Iliaria Donati sono stati trovati immediatamente, ma tenuti sotto controllo per parecchie settimane per acquisire prove sufficienti a mandarli in carcere. I carabinieri del nucleo operativo, guidati dal tenente Rosa Sciarrone, hanno anche indagato sulle frequentazioni di Andrea, persone da cui si era allontanato e che erano tornate alla carica.

Gli amici con cui Salvadori aveva passato l’ultima notte invece erano stati identificati subito, perché la donna aveva dimenticato la sua borsa nella Golf. C’erano i documenti. Il suo apporto all’inchiesta però era stato nullo: arrivava dalle Marche e non conosceva affatto Andrea, lo aveva visto quella sera in quel locale per la prima volta. Anche lei era su di giri come i suoi compagni per la cocaina e così aveva accettato l’invito di passare la notte insieme. «Ma poi l’ho lasciato a Marina e io me ne sono tornata a casa mia», aveva detto in caserma. Chiudendo la porta a ogni possibilità di essere coinvolta.

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