Sicurezza
Blocchi al “nero”, la ditta fa opposizione
Le Fiamme Gialle hanno contestato una presunta sottofatturazione all’azienda Marbo di Borghini
CARRARA. Una contestazione da 289.000 euro in nero per la compravendita di 15 blocchi di calacata, uno dei materiali più pregiati, da parte dell’azienda Marbo.
Un verbale emesso nell’ambito dell’inchiesta sul nero alle cave e su tutto un sistema di sottofatturazione su cui hanno puntato l’attenzione sia le Fiamme Gialle che la Procura di Massa Carrara. Verbale a cui ha fatto opposizione l’azienda di Paolo Borghini, partendo anche da una contestazione sul materiale stesso che sarà al centro del processo verbale che la Finanza ha notificato alla società.
La vicenda prende le mosse dai dati emersi dall’esame da uno degli indagati della prima fase dell’inchiesta, Eugenio Venezia. Da qui è emerso tutto un giro di compravendite di partite intere di blocchi finite sotto la lente delle Fiamme Gialle. Fra queste quella per cui è arrivata la contestazione alla Marbo e l’opposizione da parte dell’azienda.
L’ operazione di compravendita effettuata dalla Marbo in data 28 giugno 2013 e la fattura, che la finanza ritiene inferiore al reale prezzo incassato, ha un importo complessivo di 289 euro. Si tratta di una partita di 15 blocchi di Calacata per un totale di 310 tonnellate. Il prezzo incassato dalla Marbo sarebbe stato il doppio, metà attraverso bonifici bancari e il resto in contanti e quindi in nero. Secondo gli investigatori il valore del Calacata venduto era praticamente il doppio e vale a dire 2.000 euro a tonnellata, per una cifra complessiva di 578 mila euro: ben 289.000 euro sarebbero stati incassati in nero dalla Marbo. La società che ha acquistato e che non avrebbe apparentemente evaso nulla dovendo pagare al nero alla Marbo la metà del corrispettivo, secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle, ha provveduto a saldare la fattura. Tesi a cui ha già annunciato opposizione la stessa Marbo.
Insomma un altro capitolo, o meglio un altro verbale, legato alla vicenda della sottofatturazione che ha visto elevare parecchie contestazione a grosse aziende del marmo del comparto apuano e versiliese.
Un binario che va avanti insieme all’inchiesta che posto l’attenzione su tutto un sistema di acquisti e vendita di blocchi e lastre che rappresenta il cuore del business legato all’escavazione.
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