Il Tirreno

PONTREMOLI

Successo degli incontri su piante e cultura agricola

Successo degli incontri su piante e cultura agricola

PONTREMOLI. L’A.Di.P.A (Associazione per la diffusione di piante fra amatori), sezione della Lunigiana, proseguendo nella sua azione di promozione nella conoscenza delle piante commestibili, ha...

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PONTREMOLI. L’A.Di.P.A (Associazione per la diffusione di piante fra amatori), sezione della Lunigiana, proseguendo nella sua azione di promozione nella conoscenza delle piante commestibili, ha organizzato tre serate che permetteranno di entrare nel mondo degli alberi da frutto, curando nello specifico la loro propagazione attraverso le diverse tecniche di innesto e poi un approfondimento di natura storica con la tradizione della coltivazione nel territorio lunigianese.

Animatore della prima serata, che si è tenuta nella sala Gordon Lett del palazzo comunale, il responsabile della sezione locale dell’Associazione, Maurizio Lunardon che ha intrattenuto un pubblico foltissimo sul delicato tema dell’innesto e dei suoi scopi. Un tema di grande interesse in tempi come i nostri nei quali le pratiche dell’innesto sono ormai appannaggio di pochi, in quanto è prevalsa la tendenza di acquistare piante già innestate senza curare la conservazione e la diffusione delle specie autoctone. Successo anche per la seconda serata con Ernesto Galanti che ha fatto delle dimostrazioni pratiche sui diversi tipi di innesto su portainnesti di susino e melo.

L’iniziativa si concluderà venerdì prossimo, in un incontro aperto a tutti gli interessati, quando Luciano Bertocchi parlerà sul tema: “Gli alberi da frutto in Lunigiana dall’Ottocento ai giorni nostri, cosa è cambiato” per una disamina che farà un viaggio nel mondo dell’agricoltura lunigianese soffermandosi in particolare sul lavoro di ricerca e catalogazione compiuto nel primo ‘800 da Giorgio Gallesio, sottoprefetto di Savona, trasferito a Pontremoli nel 1813, il quale nei due anni della sua permanenza in Lunigiana compì un attento studio sull’agricoltura del territorio, soffermandosi in particolare sugli alberi da frutto e realizzando con i suoi diari una prima dettagliata relazione della nostra realtà agricola. è solo grazie alla passione di Gallesio che siamo in grado di sapere quali erano le viti coltivate in Lunigiana ai primi dell’Ottocento, ma anche le varietà più diffuse di olivo, fico, pero e pesco.

Inutile dire che iniziative di questo tipo sono destinate a lasciare un segno in un territorio come il nostro nel quale finalmente anche i giovani stanno cercando di riscoprire l’agricoltura, anche in chiave di rilancio economico. (r.s:)

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