Il Tirreno

Il sindaco di Podenzana alza l’affitto alle Poste

Il municipio di Podenzana che ospita anche le Poste
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Il municipio di Podenzana che ospita anche le Poste

Come forma di protesta contro la ventilata chiusura dell’ufficio di Montedivalli

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PODENZANA. «L'ufficio postale di Podenzana capoluogo, ospitato all'interno del palazzo comunale, pagherà un affitto più alto nei prossimi anni. Lo mette nero su bianco il sindaco Riccardo Varese, da alcune settimane sulle barricate contro la ventilata chiusura dell'ufficio postale della popolosa frazione di Montedivalli. Infatti, in una lettera indirizzata al direttore della filiale di Massa di Poste Italiane spa, Roberto Falorni, il primo cittadino di Podenzana dice chiaramente che prenderà questa strada, senza trascurare di volere valutare se ospitare ancora l'ufficio postale di Podenzana capoluogo dentro al municipio, una minaccia che era già stata resa pubblica nei giorni scorsi come possibile ritorsione per la chiusura dell'ufficio postale di Montedivalli.

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La lettera di Varese arriva a seguito della nota di Falorni del 27 febbraio, con cui quest'ultimo comunicava le motivazioni che spingono Poste Italiane spa a chiudere quello che Varese definisce «sportello di Montedivalli, non ufficio postale. Uno sportello - scrive il sindaco di Podenzana - aperto un solo giorno alla settimana, quindi non un ufficio postale».

Varese, poi, fa notare a Falorni che il Comune «è geograficamente composto da due grandi entità territoriali: Podenzana capoluogo, che ha mille e 250 abitanti, e la frazione di Montedivalli, che ne ha mille e 50, due entità territoriali distanti circa 30 chilometri l'una dall'altra, che non confinano territorialmente fra loro; ad esempio, per raggiungere l'ufficio postale di Podenzana capoluogo i miei concittadini di Montedivalli dovrebbero attraversare almeno tre Comuni, due Province e due Regioni. Pertanto, chiudendo lo sportello di Montedivalli è come se Poste Italiane spa lasciasse un Comune senza la propria presenza» aggiunge Varese, secondo il quale «il postino telematico, un libretto di risparmio elettronico, la carta "libretto" sono palliativi che non daranno risposte adeguate a una popolazione anziana come quella di Montedivalli.

Sicuramente e mi rammarico di questo, Poste Italiane spa non sta usando nei confronti della mia amministrazione comunale la stessa sensibilità che da sempre noi dimostriamo. Le basti sapere, dottor Falorni, che da innumerevoli anni Poste Italiane spa paga al Comune di Podenzana un canone di affitto per l'ufficio postale collocato nella sede municipale di circa mille e 800 euro annuali.

Sino a oggi nessun adeguamento è mai stato richiesto, fatto salvo quello minimo contrattuale, adeguamento che sicuramente chiederemo nei prossimi anni e valuteremo se esistono ancora i presupposti per la vostra permanenza nella nostra sede municipale». Ricordiamo che la rivolta dei sindaci toscani, un centinaio, contro le ventilate chiusure e i ridimensionamenti degli uffici postali, alla fine nei giorni scorsi ha trovato uno sbocco, la giustizia amministrativa.

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