Sicurezza
Alt della maggioranza all’aumento di tariffe alla casa di riposo
CARRARA. La maggioranza boccia la proposta di aumento delle tariffe dell’azienda speciale Regina Elena: la vicenda è arrivata ieri all’attenzione della commissione Sociale del consiglio comunale che...
CARRARA. La maggioranza boccia la proposta di aumento delle tariffe dell’azienda speciale Regina Elena: la vicenda è arrivata ieri all’attenzione della commissione Sociale del consiglio comunale che ha ascoltato le ragioni di Carlo Santarini ed Ermanno Biselli, rispettivamente presidente e direttore della casa di riposo.
I due dirigenti hanno ribadito che l’ipotesi del rincaro delle tariffe, ferme dal 2010, è stata presa in considerazione alla luce delle previsioni di bilancio per il 2015, secondo cui per centrare il pareggio alla fine di quest’anno sarebbe stato necessario “reperire” 169.000 euro. Secca la replica di due importanti esponenti della maggioranza, Roberta Crudeli, capogruppo del Pd e Roberto Conserva, socialista ed ex dirigente della Regina Elena: «No agli aumenti», hanno detto praticamente all’unisono i due consiglieri comunali, lasciando intendere che il via libera dell’assise alla “manovra” messa a punto da Santarini e Biselli è tutt’altro che scontato.
Particolarmente dure le parole di Roberta Crudeli: «A mio parere si possono trovare altre forme per far quadrare il bilancio, ad esempio controllando se è possibile risparmiare sulle spese», ha detto la consigliera democratica affermando apertamente di «non aver affatto gradito la lettera con cui il direttore informava le famiglie degli utenti dei possibili aumenti, prima di consultare il consiglio comunale». Secondo Crudeli dunque quella missiva sarebbe una dimostrazione quanto meno del tentativo da parte di Biselli di «scavalcare» l’assise, a cui comunque spetta l’ultima parola. «Quando ho votato la trasformazione della Regina Elena in azienda speciale non ero affatto convinta, ma mi è stato assicurato che tutte le decisioni sarebbero state vagliate dal consiglio».
Più morbido il suo compagno di partito e presidente della commissione Sociale Carlo Boni, che ha puntato il dito anche contro i «risparmi della Asl sulle cure intermedie», risparmi che comporterebbero minori risorse anche per la Regina Elena dove 10 posti letto sono destinati proprio a questo servizio. Fondamentale, in quest’ottica, il futuro della costruenda Rsa di Fossone e dei suoi 40 posti letto: secondo quanto è emerso dalla seduta della commissione, nel “Piano direzionale” messo a punto dall’azienda sanitaria per la fase successiva all’apertura del Noa, il settore prevenzione sarà collocato presso il monoblocco di Carrara. Una decisione che, se confermata, segnerebbe una marcia indietro rispetto alla volontà di insediare questo servizio proprio alla Rsa di Fossone che, quindi, potrebbe essere destinata alla sua funzione originaria e accogliere i pazienti delle cure intermedie o quelli del nucleo specialistico, garantendo al territorio il 40% dei 100 posti letto che dopo la chiusura degli ospedali di Massa e di Carrara, e la minore disponibilità di letti al Noa, gli esperti prevedono saranno necessari. (C.Ch.)
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