Il Tirreno

Agrigustando Lunigiana

A tavola alla Ca' di Ettore Gregorini, il Moreto di Canipari

A tavola alla Ca' di Ettore Gregorini, il Moreto di Canipari

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FOSDINOVO. Ettore potrebbe essere un eroe anticonformista della letteratura o un istrionico personaggio di un film d'animazione. Un po' Che Guevara, un po' Cappellaio Matto.

L'esperienza vissuta in una "casa comune", ai tempi dell'Università, a Gella, nella casa che fu del matematico Ulisse Dini dove non c'erano chiavi per entrare, gli incroci imprevedibili della vita, con la fuga poi il ritorno nella terra dei padri, la famiglia, la scoperta delle api, il progetto di agricoltura sociale e la passione per la cucina esplosa con i primi capelli bianchi: sono stato questi gli snodi della sua scelta.

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Ettore Gregorini è il Moreto di Canepari. Assieme alla moglie, Anna Maria, porta avanti la tradizione di Cà d'r Moreto: "a Canepari - racconta- ogni gruppetto di cà si porta in dote un nome di abitante".

Canepari si trova nel Comune di Fosdinovo e per chi non lo sapesse si chiama così perché una volta su quella collina si coltivava la canapa dafibra (i canoari).

Tirato su da nonna Isò che ritroviamonelle sue ricette ed in molti dei passi fondamentali della sua infanzia, Ettore è davvero uno di quei personaggi che fanno grande anche la piccola agricoltura. Il filo conduttore fra generazioni diverse che assicurano la continuità della presenza dell'uomo e del suo lavoro anche nelle aree più difficili.

«Io ho scelto di restare, altri se ne sono andati: va bene così. - spiega con orgoglio - Qui, a Canepari, sulla terra viva ho trovato la dimensione della mia anima. Restare, per continuare il percorso della sua famiglia, che da cento e più anni aveva coltivato questi campi». A fianco dell'attività agricola con prodotti certificati biologici come olio extravergine e miele dop della Lunigiana, nel 1999 ha affiancato l'attività di agriturismo.

Non ci vuole tanto ad inquadrare Ettore, è una persona semplice e genuina, che apre le porte della sua casa come se tu fossi stato lì, con lui, già altre mille volte. Fa così con tutti.

«Gli ospiti sono un pò spaesati: è un approccio che può spiazzare ed anche imbarazzare. La prima reazione lascia però presto posto ad un clima di famigliarità piacevole. Chi si siede con noi apparecchia e sparecchia. Non è la regola, viene spontaneo».

La Cà di Ettore è stata la casa di mezza Italia come confessa orgoglioso soprattutto con la bella stagione quando la famiglia Gregorini imbandisce il grande tavolo sull'aia che guarda il mare. Il forno è acceso tutto il giorno e ripropone tante ricette della nonna Isò come le tagliatelle con cavolo e patate, o la polenta di castagne con la ricotta fresca, la salsiccia o con l'aringa affumicata.

Poi ancora pasta fatta in casa, torte e sformati fatti dalla moglie, verdure di stagione, focaccette della Lunigiana. L'azienda di è una delle prime, in Lunigiana, ad aver attivato un progetto di agricoltura sociale, e tutt'oggi, in collaborazione con la Regione Toscana ha assunto un disabile. La scorsa estate ha ospitato anche sette immigrati sbarcati a Lampedusa.

«E' stata un'esperienza positiva, di scambio, anche per il territorio di Fosdinovo perchè sono questi i momenti che servono per ridare fiducia a chi l'ha persa, e far sentire nuovamente utili soggetti che, forse, non si sentivano più tali».

Riferimenti: Agriturismo Ca d'r Moreto, Via Canepari, 46 a Fosdinovo. Telefono: 338.8957538 www.cadelmoreto.com

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