Il Tirreno

Sua maestà la cipolla sfida le nobili «cugine»

Sua maestà la cipolla sfida le nobili «cugine»

Il comitato della «rossa» di Treschietto prepara un festival di confronto nazionale alla fiera di maggio invito rivolto alle zone d’Italia dove si produce l’ortaggio dop

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BAGNONE. La spinta per riuscire a ridare valore a un territorio è scommettere su di esso. Al suo interno, infatti, esistono settori che possono diventare un nuovo volano per il sostrato economico che gravita intorno a essi.

Uno di questi è l’enogastronomia che, attraverso le sue eccellenze, traccia confini netti e lo identifica, rendendolo unico. In questo senso sta compiendo i suoi passi l’amministrazione bagnonese che intende dare una dimensione completamente diversa alla festa della cipolla che ogni anno si tiene nei primi fine settimana di maggio a Treschietto e nell’area attrezzata di Grottò.

Si decide di rifare il lifting a una manifestazione che celebra, tutela e diffonde un caposaldo della produzione agricola locale. Non sarà più solo un luogo dove degustare la celebre cipolla, ma diventerà una vetrina per la filiera che si sviluppa su di essa.

I cambiamenti non si fermano qui perché ad affiancare il prodotto bagnonese saranno le altre cugine che proverranno da tutta Italia dovendo quindi una sorta di salone nazionale della cipolla e dei suoi derivati, integrando l’eccellenza locale in un quadro più ampio, aggiungendo dibattiti di carattere culturale.

Un evento che permetterà di scoprire le differenze e i punti in comune con la “rossa” di Treschietto, comprendere la storia dietro ogni varietà e scoprire le proprietà organolettiche che le rendono inimitabili, diventando un biglietto da visita del luogo di provenienza.

«Mi aspetto tanto da questo evento – spiega Carletto Marconi - le mie aspettative derivano dal fatto di essere sia sindaco che presidente del Comitato che promuove e salvaguarda la cipolla di Treschietto. Senza dubbio a noi serviva cambiare l’indirizzo della festa. Abbiamo deciso di affiancare un prodotto tipico tutto nostro, con altre eccellenze della gastronomia. L’invito è stato esteso non solo alla Toscana, ma a tutte le zone d’Italia dove si produce l’ortaggio. In questa maniera noi vogliamo sviluppare una sinergia territorio ed economia per uscire dalla crisi economica. Abbiamo valori ambientali da preservare e da sviluppare, per arrivare ad un marchio che identifichi il territorio. Essendo poi l’intera produzione contestualizzata all’interno del Parco si crea una nota di valore aggiunto anche all’Ente che potrà rintracciare al suo interno un’eccellenza».

Un’opportunità economica, visto che con la lavorazione del prodotto maturo si stanno sviluppando una serie di linee che possano farle gustare in differenti preparazioni: dalla marmellata alla mostarda, passando per l’agrodolce. Una maniera di diversificare l’offerta sul mercato e mettere in condizione i produttori di generare economia. Questa opportunità però Marconi non se la sente di legarla solo a Bagnone e ripete che un’incoronazione del prodotto dal punto di vista qualitativo, con un marchio che la certifichi, diverrebbe «espressione – chiosa Marconi – di tutto il territorio, non solo del mio comune, un valore aggiunto che possa legarsi all’intera Lunigiana diventando ambasciatore del comprensorio. Solo proseguendo su questa strada, ovvero con la messa in evidenza di prodotti che possono primeggiare sul mercato, si dà continuità a quanto ho messo a programma per la tutela dell’enogastronomia, che deve diventare valore aggiunto, soprattutto economico per Bagnone».

Cristiano Borghini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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