Il Tirreno

Sceglie la vicina come baby sitter ma lei le porta via tutti i gioielli

di Chiara Sillicani
Sceglie la vicina come baby sitter ma lei le porta via tutti i gioielli

Collane, orecchini e anelli, per un valore di 30mila euro, sono stati venduti ad un compro oro L’imputata ha fatto parziali ammissioni: avevo grossi problemi economici, non sapevo come fare

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AULLA. Il lavoro le sottrae molto tempo, ha bisogno che qualcuno le dia una mano e si occupi dei bambini. Ma non vuole affidare i figli ad un estraneo, poi le si accende la lampadina: perché non chiedere alla vicina di casa? La conosce da una vita, è un viso noto per i bimbi e abita a due passi. Oltretutto la fatidica vicina non è una ragazzina, ma una rassicurante signora di 45: identikit perfetto per una baby sitter. La mamma si sente in una botte di ferro, la vicina guadagna qualche soldo aiutando un’amica.

Peccato, però, che dopo un primo periodo idilliaco, le cose non vadano nel verso giusto e la baby sitter finisca a processo con l’accusa di aver fatto man bassa nella casa della vicina.

I problemi arrivano quando la madre dei bambini decide di cercare una collana: ha una serata con amici e vuole indossarla. Non ha la cassaforte, tiene i gioielli nascosti tra la biancheria, nei cassetti della camera. Guarda dovunque, ma della collana non c’è traccia, passa allora al setaccio ogni angolo e non trova più neppure una delle tante scatoline in cui conservava anelli, bracciali e orecchini.

Una bella perdita, non solo affettiva. Perchè la signora quantifica il danno in circa 30mila euro. La mamma pensa a cosa possa essere successo: di ladri in casa non ne sono entrati, nessuno ha mai forzato la porta o una finestra. I sospetti finiscono tutti sulla baby sitter, quella di cui si fidava ciecamente, quella a cui h affidato i bambini e la casa. Del resto lei, la baby sitter, non nega e quando la madre dei piccoli le chiede se sia stata lei a portarsi via tutti i gioielli, pur non ammettendolo apertamente, confida gravi problemi economici, grosse difficoltà a sbarcare il lunario. Una vita di stenti. Scatta quindi la denuncia e partono le indagini: i carabinieri scoprono che gran parte dei gioielli sono stati venduti ad un compro oro, impossibile ora rintracciarli. La baby sitter finisce a processo con l’accusa di furto.

L’avvocato dell’imputata, visto le parziali ammissioni della sua assistita, tenta di percorrere la via dell’accordo: la derubata rimette la querela - questa la proposta - e la baby sitter risarcisce il danno. Strada troppo ostica, però perché la parte offesa (la mamma dei bambini) chiede 30mila euro, sostiene che tra gli oggetti rubati ci siano pezzi di grande pregio, dunque di grande valore. Il processo, quindi, procede seppur con una serie di rinvii tra cui l’ultimo, davanti al giudice Fabrizio Garofalo, ieri mattina.

L’avvocato della difesa annuncia in aula che sta valutando l’ipotesi di un patteggiamento. La decisione è rimandata alla prossima udienza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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