Sicurezza
Rigoniani e renziani, il Pd regola i conti in casa
Loris Rossetti e Giacomo Bugliani si danno battaglia in vista delle regionali Ma i nomi da presentare a Firenze devono essere quattro
MASSA. È iniziato il percorso per individuare i candidati del Partito democratico della Toscana alle prossime elezioni regionali e sul territorio provinciale già si percepisce quel fermento che di solito dà una sana competizione politica. Il regolamento è stato votato e sottoscritto all’unanimità venerdì scorso dalla direzione regionale del partito e lo si può scaricare dal sito del Pd, assieme al codice etico, cui si devono attenere tutti i candidati, alle norme e ai tetti di spesa per la campagna elettorale, circa 30 mila euro.
A Massa Carrara si parla della competizione aperta tra “rigoniani” della vecchia guardia e “renziani” già da parecchi mesi, con i due personaggi che fanno più notizia, Loris Rossetti, consigliere regionale uscente e Giacomo Bugliani, consigliere comunale di Massa, pronti a darsi battaglia. Ma i nomi da presentare alla direzione regionale devono essere quattro (la direzione provinciale deve deliberare un numero di candidature pari al massimo dei candidati previsti per il collegio) e, per il momento, ai due contendenti si affianca Milene Mucci, civatiana, pronta ad esserci «ma non soltanto perché sono donna- dichiara- ma perché c’è un’area di persone dietro di me che sta lavorando dai tempi del congresso e che merita di rappresentare un potenziale rinnovamento della provincia».
«Cercherò di essere presente in tutti i comuni del territorio- ha commentato Bugliani- affidandomi al voto libero di chi voglia sottoscrivere la mia candidatura. Non temo confronti, sono sereno». «Anche se non devo raccogliere le firme- ci dice invece Rossetti- presenterò formalmente la mia richiesta di candidatura al segretario provinciale e regionale del Pd; credo che ci sia da portare a termine un lavoro, impossibile da concludere in cinque anni, ma che ha già portato ottimi risultati. Ho lavorato affinché la provincia si riavvicinasse a Firenze e Firenze alla nostra provincia».
I tre, con molta probabilità, staranno all’interno della competizione, mentre il quarto nome, quello di una donna di sicuro non renziana, ancora non è uscito allo scoperto. Proprio Milene Mucci, membro della direzione regionale, emendando il regolamento, ha fatto scrivere nero su bianco che “ci si aspetta la differenza di genere anche nella scelta dei capilista, affinché non ce ne siano 13, tutti uomini, come è sempre accaduto». A decidere i capilista è la direzione provinciale, di solito basandosi sul candidato più rappresentativo, quindi il più forte. Il capolista potrebbe essere avvantaggiato soltanto in caso di schede dubbie, che confluiscono nei suoi voti. Il regolamento è cristallino: i potenziali candidati dovranno raccogliere dal 9 al 18 marzo firme in una forbice che sta tra il 4% e il 6% degli iscritti del Pd del 2014 ( 3200 tesserati). In pratica, facendo un rapido conto, bastano 130 firme per candidarsi alla regione come consigliere. Entro il 27 marzo la direzione provinciale dovrà controllare che le firme siano autentiche e valide e inviare la rosa dei 4 nomi alla direzione regionale che dovrà votare il 10 aprile le liste definitive di tutti i collegi; a Firenze potrebbero anche respingere le proposte della direzione provinciale, se ritenute non rispettose degli equilibri del partito sia a livello locale che regionale.
Manuela D’Angelo
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