Il Tirreno

MASSA

C’era una volta l’Astor, adesso comanda il crimine

Il cinema Astor
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Il cinema Astor

Viaggio in via Bastione: senza il cinema, le lucciole e i pusher spadroneggianoPer tornare a vedere i film occorre uno stanziamento di duecentomila euro

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MASSA. L’ultimo episodio fa accapponare la pelle: una quindicenne è stata fermata da un quarantenne in un bar e si è sentita fare una richiesta che si riassume con una ricarica del cellulare in cambio di qualche minuto di intimità. Lei ha rifiutato ed è corsa fuori dalle sue amiche. Prima che potessero fare qualcosa, l’uomo si era già dileguato. Succede in centro, succede in una via importante del centro che sta precipitando nel degrado più cupo: via Bastione.
 
Ma per comprendere come si è potuto arrivare a questi punti bisogna fare un salto indietro: era metà novembre del 2011 quando nella sala del cinema Astor veniva proiettato l’ultimo film. Una pellicola di poco conto di cui si è persa la memoria, giusto per aggiungere oltre al danno pure la beffa della mancata chiusura col botto di un pezzo di storia della città di Massa. Oggi quel pezzo di storia perde i pezzi, nel vero senso della parola: la o dell’insegna che da bimbi tutti guardavano con sguardo assorto si è staccata. E’ il simbolo del degrado di via Bastione, che al posto dei divi di Hollywood e degli attori di casa nostra ha messo le prostitute e gli spacciatori. Un mercatino dell’illegalità a basso costo, visto che con quindici euro di trova dell’eroina e con dieci euro si trova perfino compagnia femminile. Lo squallore è qui, basta volerlo.
 
Servirebbe una DeLorean con il flusso canalizzatore, giusto per citare un film molto amato dal pubblico (“Ritorno al fufuro”), e un novello Marty McFly per tornare a quel giorno di novembre del 2011 e impedire al cinema Astor di chiudere i battenti. Perché il degrado di via Bastione nasce proprio da lì, in quello spazio temporale. Scherzi a parte servirebbe tanta buona volontà per far tornare tutto come prima, quando il centro era davvero il salotto buono della città. Come sta cercando di fare il consigliere comunale di Italia Unica Stefano Caruso, che sull’Astor ha le idee molto chiare: «Se ci fermiamo a guardare l’effetto invece di cercare la causa non cambierà proprio nulla. Per cancellare prostituzione e spaccio da questa strada bisogna riaprire il cinema e con esso tutte le altre attività. Ma l’amministrazione ha questa volontà? Io ho parlato con i proprietari e mi sembrano ben disposti a investire nonostante tutto e tutti. Però ci sono seri problemi legati all’agibilità e questi vanno risolti sedendosi a un tavolino». Risolverli comporterà pure una spesa dai duecentomila euro in su. Italia Unica ci crede e per questo ha organizzato una raccolta di firme per salvare via Bastione. Un mese fa. La petizione però rischia ri restare in un cassetto, se non si agisce.
 
Un altro consigliere comunale, Stefano Benedetti, ha fatto un passo in più presentando un esposto in procura dove chiede l’allontanamento di pusher e lucciole. Iniziative, quelle di Caruso e Benedetti, che hanno scatenato il mondo di Facebook e sulle pagine dedicate a Massa si è aperto un dibattito. Anche perché i massesi sanno quel che succede in via Bastione, lo vedono tutti i giorni e lo toccano con mano. Di mattina su quelle scale dove una volta si saliva per andare al cinema si trova di tutto: preservativi, siringhe, sporcizia. Sono i ragazzini che marinano la scuola a farla da padroni; ma dalle prime ore del pomeriggio ecco prostitute e spacciatori. Una situazione insostenibile che ha fatto perdere la pazienza a negozianti e residenti. E che presto potrebbe sfociare in una fiaccolata di protesta.
 

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