Attenzione
«Adesso Carrara merita tranquillità»
Il sindaco Zubbani ringrazia i cittadini: collaborazione e grande prova di civiltà, è il segnale che la ripresa è iniziata
CARRARA. Adesso che tutto è andato bene Angelo Zubbani può tirare un bel sospiro di sollievo. Puntare lo sguardo al futuro e sparare che all’orizzonte ci sia una buona dose di tranquillità: «Ci siamo misurati con un’altra grande prova, ora ci auguriamo un periodo di pace. Questa città se lo merita». Un’altra prova, perché la prima, la più tosta, Carrara l’ha affrontata lo scorso 5 novembre quando il Carrione ha messo in ginocchio Avenza e Marina. E segnato gli animi: quando gli ostacoli arrivano uno dopo l’altro, beh, reggere il colpo diventa una vera impresa. E il sindaco lo sa: «L’evacuazione di 17.000 persone per il disinnesco dell’ordigno deve essere inquadrata in un particolare contesto, quello di una città che ha ancora i nervi a fior di pelle». E quando i nervi sono a fior di pelle «nulla è scontato». Tutto può accadere. Invece la macchina funziona e non solo «per la puntuale organizzazione», ma perché i carraresi reagiscono, non si fanno prendere dal panico, rispettano regole e prescrizioni. Con ordine: «Già alle 8,30 - è la cronaca del sindaco - Avenza era deserta. I residenti hanno provveduto anche a spostare le loro automobili, nonostante non fosse obbligatorio, hanno recepito il messaggio e mostrato grande consapevolezza. Non ci sono stati episodi di resistenza all’evacuazione. Soltanto per un paio di persone è stata necessaria un po’ di insistenza. I carraresi hanno dato grande prova di civiltà. La loro collaborazione è - questa la lettura di Zubbani - il segnale della ripresa. Alla città e ai cittadini va il mio ringraziamento». Grazie alla gente, quindi, ma anche al complesso apparato, a tutti quelli che - dalle istituzioni ai volontari - sono stati sul campo: «Dal ritrovamento dell’ordigno, ha accesso i motori una efficiente macchina organizzativa, tutto è stato predisposto nei minimi particolari». Perché il disinnesco di ieri, è stato una prova generale per la protezione civile: «È la prima volta in Italia - chiarisce Zubbani - che si applica la nuova normativa in materia, con l’obbligo di evacuare aree molto più ampie. Ce l’abbiamo fatta, grazie all’impegno delle istituzioni, dei tanti volontari». E delle forze dell’ordine che hanno passato al tappeto tutta l’area evacuata per assicurarsi che i ladri non cogliessero al volo l’occasione: «Non abbiamo notizia di atti di sciacallaggio, le pattuglie hanno tenuto sotto controllo il territorio fino al rientro dei cittadini nelle abitazioni». Al sicuro le case - garantisce il sindaco - e al sicuro - rafforza - chi aveva bisogno di assistenza sanitaria: «L’ospedale da campo allestito a CarraraFiere (vedi box accanto) ha funzionato al meglio, oltre mille le persone ospitate al centro d’accoglienza. Le risposte ci sono state e prontamente e la cosa è stata apprezzata».
Carrara ce l’ha fatta e Zubbani ammette che adesso «un sospiro di sollievo si può prendere. E speriamo arrivi un periodo di tranquillità». Insomma - per parafrasare - è andata, ma ora basta prove da superare: la città il suo l’ha già dato.
Chiara Sillicani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
