Sicurezza
il caso
Rapinatori fai da te per bisogno di soldi
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Giordana Berzoni ha fatto scappare il rapinatore spruzzandogli lo sprayNon avevano (quasi) precedenti i due uomini arrestati dai carabinieri dopo aver seminato il panico tentando due colpi ad avenza e Marina di Carrara
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CARRARA. Si terrà lunedì 2 marzo in tribunale la convalida dell’arresto dei rapinatori fermati sabato sera a Marina di Carrara. I carabinieri li hanno trovati nei pressi dell’abitazione di uno dei due, proprietario dell’auto di colore rosso che avevano usato per mettere a segno i colpi. La vettura però era stata notata da alcuni passanti che si erano segnati il numero di targa e lo avevano dato agli inquirenti. E la compagnia di Carrara non ha perso tempo: con un paio di controlli incrociati gli uomini del capitano Mario Ricciardi sono risaliti all’identità del malvivente. Anche se sia lui che il complice non avevano grossi precedenti alle spalle.
Ma che non fossero dei professionisti lo si era capito dalla dinamica delle due rapine, anche se, nonostante tutto, hanno messo in subbuglio la città. Erano circa le 16.30 quando Giordana Berzoni, 76 anni e titolare della profumeria ad Avenza, ha chiamato i carabinieri perché un uomo con accento meridionale, in sovrappeso e non molto alto era entrato in negozio armato di pistola e dopo aver preteso l’incasso si era dato alla fuga perché colpito dalla donna con uno spray urticante agli occhi.
Non sono passati neanche dieci minuti che la coppia colpisce ancora: stavolta le vittime sono le sorelle Flavia e Dianella Cordiviola, titolari del negozio di abbigliamento per bimbi di viale Galilei ‘Belli e ribelli’. L’uomo è entrato nel negozio e come pochi minuti prima ha chiesto l’incasso alle due. Le titolari consegnano al malvivente l’incasso, 100 euro, ma Flavia esce dal negozio e si precipita all’inseguimento del rapinatore, aiutata da Simone Ulivieri, istruttore di wing Tsun. L’uomo, vista la donna alle sue spalle, ha abbandonato la pistola in strada. L’arma cadendo va in mille pezzi perché è di plastica. Il complice, vedendo il collega fermato da Flavia, non ci ha pensato due volte e l’ha lasciato a piedi. La titolare, dopo inviti insistenti verso il rapinatore, è riuscita a farsi ridare il malloppo.
I due rapinatori si sono ritrovati dopo pochi minuti e hanno deciso di smetterla di assaltare negozi. Stavano per tornare a casa, senza neppure sospettare che fossero ricercati. Così quando hanno visto la pattuglia dei carabinieri hanno allargato le braccia e si sono lasciati ammanettare. Senza neppure tentare di dire che non erano loro quelli che le forze dell’ordine stavano cercando. Avevano bisogno di soldi e non sapevano come fare. Hanno scelto la via sbagliata. Stamani davanti al giudice hanno poche possibilità. Ma forse riusciranno a ottenere i domiciliari.
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