Il dolore
«Quell’ordigno cadde nel maggio 1944»
L’ipotesi Di Pietro di Pierro: ci furono due pesanti bombamenti
CARRARA. Pietro Di Pierro è un esperto di storia di Avenza: un libro aperto su fatti e personaggi. E anche sui bombardamenti della seconda guerra mondiale. «Due furono quelli su Avenza nel 1944 con bombe aeree da 500 libbre, di alta quota, sganciate da squadriglie di bombardieri pesanti provenienti dalla Corsica. Americani. Un episodio fu il 12 maggio del’44: colpirono l’Avviamento, la scuola nella zona dove ora ci sono la Pasticceria Serana e l’Armeria Bonotti. Ci furono morti. Il 22 maggio, il secondo episodio: fu più ampio il bombardamento, a differenza del primo che fu circoscritto fra la Covetta e la ferrovia, nella zona della “centrale” (qualcuno disse che volevano bombardare le Officine Frugoli dove ora c’è l’Esselunga, e capovolsero la cartina per sbaglio). Il 12 maggio la ferrovia non fu colpita. Mio zio Luciano Tonarelli, ex della Cararrese calcio negli anni Quaranta, era alla centrale sul marciapiede, il 12 maggio. Fu ferito e morì il giorno dopo. Dissanguato».
Di Pierro prosegue a raccontare la storia: «Il 22 maggio, quel bombardamento fu a tappeto, esteso. Le prime bombe caddero in mare, vennero colpiti quasi tre chilomtri di territorio dal mare fino quasi a Fossola. Siccome i centri abitati erano Avenza e Marina, i morti furono concentrati nelle due frazioni. A Marina quel giorno ci furono molte vittime civili perché la gente stava uscendo dalla chiesa dove c’era stata la benedizione delle rose, per la festa di Santa Rita. La bomba da disinnescare presso il ponte di Nazzano, probabilmente è figlia del bombardamento del 22 maggio: allora la ferrovia venne colpita in località Gotara, dove ora c'è l’Omia. Chi abitava lì, ha raccontato che il treno da maggio fino a settembre fu deviato su un tronco ferroviario della zona industriale di Massa. Il 22 maggio presero Avenza vecchia in vari punti, andarono giù diverse case e un palazzo, la chiesa fu squarciata, nella navata centrale».
«Una bomba tipo quella ritrovata ora, – prosegue Di Pierro – negli anni Ottanta affiorò fra via Covetta e via Villafranca mentre facevano le fondamenta della attuale chiesa di Santissima Maria Mediatrice. Ma evacuarono molta meno gente di ora. Così come negli anni Sessanta, per un’altra grossa bomba trovata nella zona dove ora c’è la pasticceria San Marco. I tedeschi stavano nelle ville della zona, magari con sotterranei per rifugiarsi. Ogni tanto passava in cielo il ricognitore che chiamavano Pipo perché aveva la targa P1P0. Tirava mitragliate e bombette di piccolo calibro: alcune persone che aspettavano la corriera a Nazzano, viste dall’alto come assembramento, furono uccise nel gennaio del 44. Anche nel bombardamento di via Groppini nel gennaio del’45 furono sganciate bombe più piccole. «Sì, credo proprio che la bomba ritrovata ora, sia una di quelle del maggio 1944». (c.car.)
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