Il Tirreno

Lavoro «nero» nei guai ristoratore della Turchia

LA SPEZIA. Durante il maxi controllo effettuato dai carabinieri, particolare attenzione è stata rivolta alcosiddetto «lavoro in nero», fenomeno sempre più diffuso malgrado le severe leggi che...

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LA SPEZIA. Durante il maxi controllo effettuato dai carabinieri, particolare attenzione è stata rivolta alcosiddetto «lavoro in nero», fenomeno sempre più diffuso malgrado le severe leggi che regolano il settore.

Il Nucleo carabinieri Ispettorato del lavoro della Spezia, ha sospeso un’attività di ristorazione, gestita da un cittadino turco, perché occupava, appunto “in nero” un dipendente azero.

Un reato già pesante, aggravato dal fatto che attualmente è sempre più in crescita la richiesta di lavoro, specialmente da cittadini stranieri che vivono in Italia.

Da qui l’applicazione delle sanzioni previste.

Sono state, inoltre, contestate sanzioni amministrative pari a 6.100 euro e recuperati contributi Inps e premi Inail per circa 6.000 euro.

I militari ritengono però che quanto scoperto sia sono una parte, purtroppo, di tale malcostume e quindi i controlli effettuati saranno sempre più meticolosi e assidui.

Tanti, infatti, gli esercizi pubblici di vario genere che si avvalgono del lavoro (spesso mal retribuito) di cittadini stranieri.

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