Il dolore
In palestra con l’auto aziendale
La Progetto Carrara dovrà chiedere spiegazioni al dipendente
CARRARA. Beccato. Va in palestra in auto, con la macchina “aziendale”: con un’auto della Progetto Carrara, per la precisione.
La prima domanda è: ma chi è? Un dipendente della società pubblica, diretta emanazione di Palazzo civico. Che sia un dipendente – e non un dirigente come qualcuno ha mormorato – è fuori dubbio: perché la Progetto Carrara – a differenza di altre società municipalizzate, non ha dirigenti ma solo dipendenti.
Seconda domanda: come è stato pizzicato? Anche per questo non dovrebbero esserci dubbi: qualcuno ha fatto “la spia”, facendo girare la voce in modo tale che arrivasse al più alto numero possibile di orecchie. Non solo: il protagonista è stato anche immortalato con borsa sportiva in mano quando si appresta a salire in auto dopo un’ora di sosta in palestra. Sportivo, ma poco furbo. La vettura usata è assai riconoscibile: è una delle Panda che si vedono parcheggiate in prossimità di piazza Matteotti; sono gialle e sulla fiancata – visibilissima – hanno la scritta “Carrara c’entro”, il “brand” coniato quando venne inaugurato il piano della sosta. La Progetto Carrara infatti ha in seno non solo il personale del “ramo” d’origine legato alla costruzione e alla manutenzione della Strada dei marmi, ma ha incorporato anche i colletti bianchi e vigilini che si occupano del piano della sosta.
Torniamo al dipendente-sportivo, che va in palestra con l’auto aziendale in pausa pranzo (tra le 13 e le 14 e 30, all’incirca): sarà punito? Certo è che i vertici della società faranno chiarezza su quanto segnalato, emerso e fotografato: del resto, le auto in dotazione alla società sono utilizzabili – senza deroghe – solo per fini aziendali. Dopodiché verrà passato in rassegna il regolamento societario per verificare che cosa è previsto in casi simili.
Rimane un interrogativo: chi è stato a fare la spia? C’è chi parla di clima teso tra i due “comparti” di dipendenti, “fusi” a freddo. E per i tiri mancini non c’è niente di peggio di un collega che ti aspetta al varco..
(g.m.)
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