La manifestazione
«Fra Carrione e bomba non si sta mai tranquilli»
Nei palazzi di via dei Ferrovieri vivono le dieci famiglie più vicine alla zona dove è stato trovato il residuato bellico: «Meglio prenderla con filosofia»
CARRARA. In via dei Ferrovieri fra Nazzanoe Avenza le dieci famiglie che ci abitano, nelle palazzine dalla Ferrovia sono le più vicine al luogo dove si trova la bomba.
Pochi passi dalle loro case, in direzione dei binari, e vedono lo scavo da cui affiora la bomba. I primi di febbraio hanno saputo del rinvenimento di quella bomba d’aereo inesplosa. Hanno visto gli artificieri arrivare e compiere le verifiche, e hanno finito per convivere in questo periodo con una sorta di paura latente, fra il fiume Carrione (su cui si affacciano le vecchie palazzine)che quando va in piena fa paura, e quell’ordigno che si sono sforzati di non ritenere pericoloso, «visto che era lì dalla guerra».
Ma di sicuro, una situazione di disagio. Così come dicono, che prima sistemano gli argini del Carrione, meglio è, al tempo stesso devono averlo pensato anche per quella bomba: prima la levano di lì, meglio è.
Stamani evacueranno, come dispone l’ordinanza del sindaco e della Prefettura. Franca Venturi ha deciso di andarsene con la famiglia ai grandi magazzini della Spezia. «Così ce ne stiamo là. Ma ci saranno altre bombe inesplose in questa zona?». Attendono che possano essere ripresi i lavori presso il ponte ferroviario, dove è progettata la realizzazione della terza campata per far defluire meglio le acque del Carrione in caso di piena. Que ponte ferroviario è ormai chiamato il ponte dei detriti: che si accumulano in particolare sotto l’arcata di destra, trasportati dal monte a valle. Le ruspe di recente li hanno in parte eliminati e ora il fiume scorre meglio. «Per realizzare la terza campata – dice la Venturi – pare che saranno abbattuti i vecchi spogliatori delle Ferrovie». Uno stabile fatisciente, il primo a ridosso della bomba cme anche i vecchi uffici delle Fs. «L’abbiamo presa con filosofia. Ma siamo stanchi di attese dei lavori di messa in sicurezza sul Carrione. Ora ci mancava anche la bomba».
In un altro stabile si affaccia alla finestra Gianmarco Forti che abita al terzo piano con la moglie Clara. «Noi dove andiamo per via dell’evacuazione? Mah, forse verso Viareggio a fare una girata. Portiamo via alcune cose che ci premono, non si sa mai. La bomba? Finora ci passavano vicino i treni. Comunque è sempre meglio non sottovalutare i rischi. La sicurezza è importante. Qua, fra il fiume e altro, non si sta mai tranquilli. Ma almeno il rischio ladri mentre saremo fuori di casa non ci sarà: con la bomba, qua ci sono forze dell’ordine dappertutto».
Cinzia Carpita
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