Il Tirreno

Pullmino rotto per due bambini disabili

Non funziona più la pedana del mezzo che li accompagna a fare riabilitazione. E la burocrazia impedisce di aggiustarla

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MASSA. Ci sono gli accordi, i contratti, le convenzioni, le regole contenute negli atti. Poi ci sono loro, protagonisti - e vittime - della burocrazia e del “non tocca a me, tocca a qualcun altro”. Fatto sta che due ragazzini disabili non hanno più un pullmino che possa accompagnarli a fare riabilitazione.

Il mezzo si è rotto e - eccola la maledetta burocrazia - è alquanto complicato, almeno per loro e le loro famiglie, capire a chi tocchi portalo in officina e - questo è il succo - tirar fuori i soldi per pagare il meccanico.

Per i due bimbi la riabilitazione è necessaria: non possono muoversi con le loro forze, non ce la fanno a reggersi sulle gambe; la muscolatura, le ossa, la colonna hanno bisogno di essere stimolati e rinforzati. I due ragazzini fanno la loro speciale ginnastica all’Aias. E ad accompagnarli nel viale delle Pinete ci pensa - meglio, ci pensava - la Croce Verde di Marina.

Il Comune, infatti, sa che ci sono persone che hanno bisogno di un aiuto per spostarsi tanto che garantisce un servizio di - per usare l’espressione tecnica - “trasporto persone fragili”. Non lo fa direttamente: bandisce una gara e chi vince l’appalto si fa carico di accompagnare i disabili. Nel 2015 la gara l’ha vinta Croce Verde: i servizi sociali indicano i cittadini che hanno diritto di usufruire del servizio e i volontari provvedono.

Ma per i due ragazzini serve un pullmino particolare: la loro carrozzina non è come tutte le altre, ha una diversa funzionalità e diverse dimensioni, studiata per garantire la corretta postura di tutto il corpo, bacino compreso. Per spostare quel tipo di carrozzina serve un furgoncino dotato di una speciale pedana su cui possa salire , appunto, per essere poi caricata all’interno.

Il piccolo bus c’è, ce l’ha il Comune: un privato lo ha dato a Palazzo civico in comodato (grazie ai progetti di mobilità garantita gratuitamente). Un imprenditore - per chiarire - ci mette i loghi pubblicitari e lo “presta” al Comune. E il Comune a sua volta, lo dà in uso a Croce Verde. I due ragazzini possono fare la loro riabilitazione. Fin quando il meccanismo che garantisce il funzionamento della pedana, i primi giorni di febbraio, si rompe: arrivano quindi le note dolenti. Croce Verde non aggiusta il pullmino perchè non è suo, il Comune fa lo stesso. A chi tocca portarlo in officina? Al proprietario - spiegano negli uffici di via Portafabbrica.

Insomma, chi lo ha prestato, deve pure prendersene cura. Nino Ianni, vicepresidente di Croce Verde, assicura che l’impegno dell’associazione è ed è stato massimo: «Non possiamo portare i bambini con altri mezzi, sarebbe pericoloso. Abbiamo subito avvisato il Comune, chiesto un intervento immediato, sottolineato l’urgenza, ma dopo un mese il pullmino è ancora rotto».

In Comune garantiscono di aver fatto il possibile: «Anche volendo - sottolineano - non potremmo farci carico dell’intervento. Abbiamo sollecitato il proprietario del mezzo, insisteremo ancora: i due bambini hanno diritto ad essere trasportati in sicurezza».

Per ora a farlo ci pensa Aias . Certo è che ai due piccoli cittadini e alle loro famiglie poco interessa la burocrazia, “a chi tocca che cosa”: sentono che un diritto che viene leso. Diritto di minori disabili.

Chiara Sillicani

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