Lutto
il caso
La frana di Marciaso tiene in scacco sei paesi
Fabrizio Palagi
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La frana di Marciaso che tiene in scacco sei paesiA Natale 2010 il crollo della strada provinciale 10 di Tenerano . I residenti: tantissimi disagi, siamo stati dimenticati
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FOSDINOVO. La vigilia di Natale del 2010, la strada provinciale 10 di Tenerano, si dissolse per un centinaio di metri, di fatto sbriciolandosi nella sottostante scarpata, di fatto isolando gli abitanti di una mezza dozzina di paesi che, a oltre quattro anni di distanza, ancora sono alle prese con i disagi causati dallo smottamento, in primis quello di essere quotidianamente costretti a compiere un largo giro per raggiungere i rispettivi luoghi di lavoro. Una situazione che coinvolge anche gli studenti, dato che questi ultimi hanno dovuto anticipare la già aspra sveglia mattutina, al fine di salire sugli scuolabus che i Comuni interessati mettono in campo per agevolare i “pendolari dell’istruzione”.
Contro uno stato di disagio-degrado che si sta trascinando da anni, è sorto un comitato spontaneo formato da cittadini che, autodefinendosi “apuo-lunigianesi”, dicono no all’isolamento territoriale a cui devono sottostare, allo stesso tempo puntando il dito su chi, secondo loro, è causa dell’attuale stato di cose: Comune e Provincia.
«Sono ormai trascorsi quattro anni da quella triste vigilia di Natale - dicono i componenti del comitato spontaneo - in cui sparì un lungo tratto della provinciale 10 di Tenerano, nella zona sottostante tra la “Spolverina” e il centro abitato di Marciaso: 4 anni in cui siamo stati dimenticati da Comune e Provincia, visto che non abbiamo avuto risposte, se non quella “non ci sono soldi”. Qulla maledetta frana fece sparire nel bosco sottostante oltre 150 metri di asfalto e solo per fortunata coincidenza non si registrarono vittime o feriti, visto che in quel frangente nessun mezzo transitava in quel tratto di strada. Seguirono 8 mesi di oblio e disagi, finchè una mattina apparve una ruspa da noi ribattezzata “miracolosa” dato che in poche ore rimosse terra e detriti e conseguentemente ci liberò in parte dall’isolamento. Ma la nostra contentezza durò lo spazio di un miraggio: lontani i tempi della risoluzione del problema. La strada che tutt’ora isola Marciaso, Tenerano, Cecina, Isolano, Monzone ed Equi Terme, oltre ad altri paesi limitrofi, è ancora chiusa, in quanto non sicura, dato che si sono verificati altri smottamenti.
Il problema è che la strada alternativa per scendere a valle verso Carrara e Sarzana sarebbe quella che passa da Posterla verso Fosdinovo capoluogo che, semmai possibile, è in condizioni anche peggiori della Marciaso-Spolverina, senza contare che occorre più di un’ora di viaggio per arrivare a Carrara e Sarzana, contro i 25 minuti per percorrere la Marciaso-Spolverina. Un piccolo “contrattempo” di cui nessuno si cura e che crea ingenti disagi alla popolazione e alle attività imprenditoriali, come quella del fornaio che, ogni mattina, dovendo consegnare il pane a Sarzana e Carrara, è costretto a percorrere strade più lunghe e accidentate, sprecando così tempo e carburante. Si aggiungono poi i disagi di apicoltori, taglialegna, lavoratori di cave e laboratori di marmo. Infine, ma non ultimo, il 118: le ambulanze impiegano più di un’ora per raggiungere gli ospedali della Costa. Ormai, dopo 4 anni, la risposta “non ci sono soldi” veramente non giustifica più. Speriamo nel presidente Buffoni...».
In effetti la situazione che sta attraversando la popolazione di questo scorcio di Lunigiana, spalmato tra la vallata dell’Aulella e i primi contrafforti delle Apuane, non è certo piacevole, anche considerando i disagi ulteriori causati dall’alluvione che ha colpito Aulla nel novembre 2011: dato che la viabilità ordinaria e autostradale venne messa in ginocchio dall’esondazione del Magra, tutto il traffico pesante e non, all’epoca si riversò sulle già martoriate strade della Lunigiana orientale, con tutte le immaginabili conseguenze del caso.
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