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lutto

È morto Patrizio Arata chef e leader delle notti

È morto Patrizio Arata chef e leader delle notti

Carrara: in tre sole settimane una malattia cardiaca l’ha strappato all’affetto dei suoi cari. Lavorava al Mora Mora e al Level ma il suo nome è legato al Pozzo di San Patrizio

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CARRARA. Lo Zio se ne è andato. L’aorta mal messa ci ha privato - nel giro di tre sole settimane - del suo sorriso,delle sue battute e perchè no, anche delle sue magie in cucina. Patrizio Arata tra un paio di settimane avrebbe festeggiato i 62 anni. Certamente alla sua maniera, ovvero in mezzo alla gente in mezzo agli amici di ogni età.  L’estro non gli mancava e come tanti aveva frequentato l’Accademia di belle arti prima di tuffarsi con passione (e successo) nell’arte della ristorazione. Fece del Pozzo di San Patrizio un locale di riferimento delle serate carrarine.
 
Da qualche tempo era dietro ai fornelli di locale che sta andando forte in Versilia il Mora Mora di Lido di Camaiore non trascurando anche, almeno una volta la settimana, il Level Garage di Montignoso (l’ex Baraonda). Locali dove è comunque presente la musica e la voglia di divertirsi. Locali per Patrizio, dove poteva esprimersi al meglio. «Abbiamo perduto un pezzo di simpatia», dice mesto uno dei tanti amici di Facebook dove ieri - lui se ne è andato verso le 15 - la notizia della sua morte ha scioccato tutti. Si sapeva che si era ammalato, che la diagnosi faceva paura, gli amici contavano sulla sua forte fibra.
 
E rimangono i ricordi. «Patrì, come facevi il filetto al pepe verde tu non lo faceva nessuno». Battute, flash, immagini per dipingere una persona che ha lasciato il segno in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo. «Mi mancherà sentirmi dire “e va pian disgraziat” nel riportarti a casa o in palestra ... mi mancheranno i tuoi racconti, ma terrò stretto tutto ciò di cui abbiamo parlato, ogni singola parola», dice un altro amico. E in tanti ricorderanno una dei suoi tormentoni preferiti. “Ma t sen fora d testa?”. Ricordarlo così , con un sorriso pur nel dolore di un vuoto che appunto, va riempito ora di ricordi. Bellissimi.
 
Patrizio Arata lascia i figli Giacomo e Martina, il fratello Massimo, ristoratore come lui patron dell’Antico Uliveto di Querceta. 

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