Lutto
Rimozioni amianto, mancano soldi per lo smaltimento
MASSA. Il budget nel bilancio destinato allo smaltimento dell'amianto è troppo esiguo. L'amministrazione comunale deve aumentarlo. A chiederlo è la commissione ambiente al lavoro su una relazione che...
MASSA. Il budget nel bilancio destinato allo smaltimento dell'amianto è troppo esiguo. L'amministrazione comunale deve aumentarlo. A chiederlo è la commissione ambiente al lavoro su una relazione che arriverà presto nelle scrivanie degli assessori di riferimento, Ulian Berti per l'ambiente e Giovanni Rutili per il bilancio, e «per conoscenza» anche in quella del primo cittadino, Alessandro Volpi.
Il quadro di partenza è che in città parecchie abitazioni e attività commerciali (come gli stessi edifici pubblici) sono ancora ricoperte di amianto. Nonostante la sua potenziale pericolosità. Questo accade perché la sua rimozione e il suo smaltimento hanno costi proibitivi per un cittadino. Cosa che, tra l'altro, non fa che aumentare il fenomeno dell'abbandono di amianto in vere e proprie discariche abusive. Il budget fissato ad oggi nel bilancio per la bonifica dell'amianto ammonta a 25 mila euro. Una somma che finisce interamente nella bonifica delle discariche abusive sparse nel territorio e non per nella rimozione “legale” del materiale dalle case, dalle attività commerciali o dagli edifici pubblici. Quello che i commissari quindi chiedono è che venga aumentato il budget, in modo tale da poterli destinare a incentivi per i cittadini. Ovvero: il cittadino rimuove l'amianto dalla sua abitazione e riceve un contributo dal Comune, proprio come succede in altri comuni toscani. «Con l'obiettivo di favorire la consapevolezza tra i cittadini sui rischi che presenta l'amianto – si legge nella relazione – e la necessità di rimuoverlo in modo corretto e appropriato l'amministrazione negli anni tra il 2006 e il 2010 ha promosso dei bandi pubblici a cui hanno partecipato centinaia di cittadini residenti. I bandi pubblici – prosegue – prevedevano la possibilità di procedere alla rimozione a cura del proprietario, usando gli accorgimenti, meglio dettagliati nel pieghevole predisposto dall'assessorato all'ambiente per piccole quantità di amianto. Il contributo è variato negli anni per attestarsi ai 350 euro». Bandi che – ricordano i commissari – hanno funzionato, perché in quegli anni sono stati smaltiti e conferiti in discarica «notevoli quantitativi di amianto». La parola d'ordine è quindi: prendere spunto da quel modello. «L'amianto – fa sapere la commissione – è una sostanza molto pericolosa per la salute dell'uomo, se usurato o rimosso senza le opportune precauzioni, libera fibre che provocano gravi problemi di salute umano. Pertanto non può essere trattato come gli inerti ma necessità particolari attenzioni». Per questo alcuni commissari si dicono pronti a non votare il prossimo bilancio se non verrà aumentato il budget per l'amianto. Inoltre la commissione chiede che venga inserito nel contratto di servizio con Asmiu «la fissazione di un costo calmierato inerente al servizio offerto da Asmiu nello smaltimento di amianto che contribuirebbe ad aumentare il numero degli smaltimenti mantenendo inalterato il rapporto finale al bilancio dell'azienda». (M.C.)
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