Il Tirreno

Paura degli sciacalli: zona sotto vigilanza

di Cinzia Carpita
Paura degli sciacalli: zona sotto vigilanza

Ampio spiegamento di carabinieri, polizia, vigili urbani nell’area sottoposta ad evacuazione. Più navette verso il centro di accoglienza

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CARRARA. L’attesa dell’evacuazione di domenica prossima ha messo in fibrillazione la popolazione dell’area “rossa” che entro le 8,30 dovrà essere abbandonata da circa 17.000 residenti. Fra la gente c’è il timore dello sciacallaggio, del rischio che malviventi possano prendere di mira le case vuote. Ecco perché molte persone sono restie all’evacuazione. Ma le forze dell’ordine assicurano: l’area sarà interamente presidiata. I malintenzionati rischiano. Ci saranno una trentina di carabinieri (fra quelli della Compagnia di Carrara e rinforzi da Massa), tanti poliziotti, vigili urbani, che faranno la ronda per tutto il tempo delle operazioni di dispolettamento della bomba affiorata il 4 febbraio dagli scavi presso il ponte ferroviario di Nazzano-Avenza. Nei momenti cruciali in cui l’ordigno verrà reso innocuo, nella zona ci saranno solo gli artificieri, ma per tutto il resto del tempo le forze dell’ordine vigileranno sul territorio per l’ordine pubblico e la pubblica incolumità.

Ieri ad Avenza in particolare, la gente non parlava d’altro. C’è chi pensa di dover uscire di casa alle 11, visto che quell’ora è stata indicata come inizio dello sminamento; c’è chi crede che la bomba verrà fatta brillare sul luogo del ritrovamento, e chi non vorrebbe proprio uscire di casa nonostante l’ordinanza del sindaco Angelo Zubbani, il quale ha però sottolineato che «l’ordine è perentorio». Questione di sicurezza. D’altronde, si tratta di un ordigno bellico che richiede molte attenzione: una bomba di aereo di nazionalità americana con spolette assiepate e 500 libbre di esplosivo (che corrispondono a circa 250 chili), quindi ad alto rischio.La bomba è rimasta inesplosa dai tempi del secondo conflitto mondiale (si stima in circa il 10% la percentuale degli ordigni che non sono esplosi). Ecco perché il raggio di evacuazione dal punto in cui si trova la bomba, è di 1.800 metri. Così è stato stabilito dalle autorità competenti. Tutte le misure di prudenza attivate sono di carattere preventivo: cioè atte a scongiurare danni a cose o persone, che potrebbero essere provocati dall’onda d’urto nell’ipotesi (la peggiore) di esplosione di un ordigno di quel tipo.

La macchina della protezione civile che si è messa in moto è enorme. E in queste ore si susseguono le riunioni tecniche per cesellare il piano di evacuazione. Il Comune sta studiando di aumentare di bus navetta, messi a disposizione gratuitamente di coloro che vorranno recarsi (chi non può farlo con mezzi propri) nel centro di accoglienza alla Imm (ingresso da via Maestri del marmo), dove la gente troverà 1.800 posti a sedere. Per coordinare il servizio trasporto, saranno in contatto personale del Coc (centro operativo comunale della protezione civile), Atn (Azienda dei trasporti) e operatori sul territorio. Nel caso che alla Imm si verifichi un super affollamento, è pronto come centro di accoglienza suppletivo, anche il cinema Garibaldi e in quel caso i bus navetta saranno indirizzati anche lì. L’altra sera si è svolta una riunione in Comune, per assegnare i compiti e i settori geografici al volontariato: sul territorio interessato ci saranno almeno 24 equipaggi con mezzi, e saranno chiesti rinforzi alla Provincia e alla Regione.

Il sindaco Zubbani ha invitato la popolazione a collaborare per rendere snella il più possibile l’evacuazione. Entro le 8,30 tutti dovranno essere andati via dalle case della zona rossa, i cui accessi saranno presidiati dalla polizia municipale. Attardarsi a lasciare le abitazioni potrebbe complicare la tabella di marcia dell’evacuazione, far slittare lo sminamento e quindi anche l’orario di rientro dei residenti. Se tutto andrà secondo le previsioni di massima delle istituzioni, a fine mattinata tutto dovrebbe concludersi, con gli avvisi di rientro che saranno diffusi con ogni mezzo possibile, a cominciare dai megafoni e dalle telefonate a tutta la popolazione.

Da ieri sera sono cominciate le telefonate del Comune per diffondere un’informazione capillare sull’operazione evacauzione. Un “martellamento” che continuerà fino a domenica. Inoltre è iniziata la distribuzione di volantini (anche al mercato di Avenza) e di manifesti.

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