Il Tirreno

Minacce intimidatorie ad associazione politica

di Melania Carnevali
Minacce intimidatorie ad associazione politica

Si indaga su un volantino che è stato fatto trovare sull’auto di un militante di Articolo Primo. La solidarietà del sindaco Volpi e la denuncia alla Questura

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MASSA. «Fatevi i c.... vostri! » . E poi un chiaro messaggio sulla fine che avrebbe potuto fare l’auto dove il minaccioso volantino era stato nottetempo messo. Non uno scherzo, seppur di pessimo gusto, ma una vera e propria intimidazione. E non verso il proprietario dell’auto ma dell’associazione politica di cui lui, con tanti altri ragazzi e non, fa parte: Articolo Primo.

Una associazione culturale e politica che da alcuni mesi si sta facendo promotrice di dibattiti, anche intensi, di proposte per la città. E ha anche ottenuto l’appoggio e l’adesione del consigliere comunale Simone Ortori, eletto in Sel. E tramite lui porta quindi la sua voce anche in consiglio comunale.

Una voce a qualcuno evidentemente sgradita. Il messaggio minatorio è stato messo sull’auto di un militante nello scorso fine settimana ma l’associazione Articolo primo ha deciso di denunciarla pubblicamente solo dopo aver informato la Questura (c’è stato anche un incontro), presentato l’ovvia denuncia contro ignoti, e aver anche informato il sindaco Alessandro Volpi di quello che era avvenuto.

Che il caso sia politico e che l’intimidazione sia rivolta all’associazione e non al singolo lo svela, e senza dubbio non a caso, l’incipit del messaggio, quel “fatevi”, al plurale.

Ecco come racconta l’episodio l’associazione. «Affisso sull'auto un messaggio minatorio che invitava a ritirarsi dalla politica ed indicava chiaramente l'auto come possibile bersaglio di nuove e più gravi forme di intimidazione. Le minacce fanno riferimento alle recenti attività e proposte dell'associazione - si spiega in una nota - E' stata sporta denuncia contro ignoti. Dal fatto è stato informato il Sindaco, la cui solidarietà è stata immediata. Con Volpi abbiamo convenuto sulla necessità di richiedere un incontro formale alle forze dell'ordine, (svolto presso la Questura) sia per la tutela personale della persona minacciata, sia per riaffermare con forza la gravità di un atto dalla natura mafiosa che ha lo scopo di intimidire chi, manifestando liberamente le proprie idee, si interessa della cosa pubblica.

Oggi siamo stati minacciati noi, ma questo è un attacco a tutta la nostra comunità territoriale, alla sua tradizione democratica che siamo sicuri saprà stroncare sul nascere queste pericolose provocazioni.

Sappiano coloro che ci hanno minacciato che non faremo alcun passo indietro, anzi, ribadiamo con assoluta determinazione la volontà di proseguire in tutti i percorsi di confronto avviati con l'amministrazione comunale che, grazie alla fondamentale collaborazione di diversi consiglieri comunali (sia di maggioranza, sia di minoranza) e cittadini, sono oggi oggetto di attenta valutazione da parte del Sindaco.Ringraziamo il Sindaco ed il personale della Questura per l'attenzione con cui hanno ricevuto le nostre delegazioni».

Cosi Articolo Primo. Ma cosa può aver scatenato l’intimidazione? Il raggio di azione è ampio perchè Articolo Primo di prese di posizione pubbliche su tanti fatti amministrativi ne ha prodotte tante. Le ultime l’aver animato dibattiti pubblici sullo spostamento del mercato così come quello sulla Ztl e in particolare sul problema dei parcheggi nell’area vicino al distretto di Bassa Tambura. Cosa e soprattutto chi è statao l’autore di questo gesto lo dovranno svelare gli inquirenti.

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