Il Tirreno

L’allarme di Giubilaro: ci sono illegalità al monte

di Alessandra Vivoli

Il procuratore capo parla della maxi inchiesta sulle cave: c’è tanto da guardare E sulle rogatorie: ci aiuteranno a fare chiarezza, diciamo che sono fondamentali

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CARRARA. «Di lavoro da fare ne abbiamo tanto e ce ne sarà ancora di più. Se si va a guardare bene nel mondo delle cave sono prevedibili fatti di illegalità. Questo non vuole dire che ci siano per forza ma, lo ribadisco, sono prevedibili».

Parla, con la schiettezza che lo contraddistingue, il procuratore capo della Reppublica di Massa Carrara, Aldo Giubilaro.

E dopo la notizia, rivelata dal Tirreno nei giorni scorsi, arriva la conferma ufficiale del procuratore capo Aldo Giubilato sulla maxi rogatoria, che riguarda 59 posizioni bancarie, inviata in Svizzera per fare chiarezza sulle posizioni di 59 imprenditori.

Una richiesta, quella che vede la collaborazione con i magistrati transalpini, che è legata a doppio filo con l’inchiesta sul nero alle cave, a cui la Procura sta lavorando da tre anni. Tutto è cominciato nel settembre del 2012 con le perquisizioni in alcune aziende di marmo e di brokeraggio. Poi si è arrivati ai 12 nomi iscritti sul registro degli indagati. Nei mesi scorsi è partita la rogatoria su 59 conti svizzeri per imprenditori che compaiono a vario titolo nelle centinaia e centinaia di intercettazioni che sono finite nel faldone della Procura.

E propri da quelle informazioni sui conti nelle banche della Svizzera potrebbe arrivare la svolta all’indagine.

«Abbiamo fatto partire la rogatoria già da qualche tempo - si limita a dichiarare il dottor Giubilaro - Ci stanno arrivando informazioni in questo momento è prematuro affermare in quale misura ci saranno utili, ma questo passaggio per la nostra indagine era davvero fondamentale».

Non si sbilancia ulteriormente il procuratore capo che proprio in questi giorni ha festeggiato i 40 anni di professione. E quindi comincia col dire che per tirare le somme è davvero troppo presto.

«Sono 40 anni che faccio questo mestiere - spiega - e posso dire che le cose cambiano di giorno in giorno. Ho visto indagini partire in sordina che poi sono diventate importantissime e hanno provocato veri e propri terremoti. Altre che sono partite come terremoti e poi non sono approdate a nulla. Quindi bisogna non avere fretta e, soprattutto, lavorare. Io e la dottoressa Soffio abbiamo davvero tanto da fare».

Nessuna pressione sui tempi, questo sembra davvero chiaro visto che proprio nei giorni scorsi è arrivata una proroga per altri sei mesi di indagini. Ma poi il dottor Giubilaro sull’indagine “monstrum” che sta scandagliando il mondo delle cave aggiunge: «C’è da aspettarsi di tutto, non posso certo trarre le conclusioni adesso, ma le cose da andare a controllare sono davvero tante».

E poi, prima di congedarsi il procuratore capo ripete la fatidica frase: «Alle cave biosgna guardare bene, sono prevedibili fatti di illegalità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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