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I grillini: va chiusa la discarica di Cava Fornace a Montignoso
Il caso del provvedimento interdittivo antimafia, la commissione consiliare chiede spiegazioni
MONTIGNOSO. «Il presidente- sindaco chiuda cautelativamente cava Fornace, perché non si stanno più facendo gli interessi dei cittadini e perché il gestore risulta, al momento, quantomeno inadatto a proseguire il suo lavoro a Montignoso».
A chiederlo è stato il Movimento 5 Stelle ieri mattina durante la commissione consiliare “Cava Fornace” che aveva all’ordine del giorno la revoca del certificato antimafia e i problemi di contaminazione da tricloroetano. E’ stata una commissione piuttosto vivace, con i consueti scontri tra il M5S, la maggioranza e il resto dell’opposizione. Il consigliere grillino Paolo Lenzetti avrebbe voluto che la commissione, all’unanimità, chiedesse al presidente della provincia, anche sindaco di Montignoso, Narciso Buffoni, di revocare temporaneamente e cautelativamente la concessione della cava ai gestori, in attesa che si capisca qualcosa di più della mancante certificazione antimafia e che i gestori stessi spieghino la contaminazione da tricloroetano, appurata già da Arpat nel 2013.
La commissione ha rigettato la richiesta del consigliere pentastellato: «Significa che- ha commentato Lenzetti- ai nostri amministratori va bene così; una cava potenzialmente inquinante e anche non in regola, come ci ha comunicato la Prefettura». La commissione, però, si è occupata anche di altre mancanze imputabili alla Programma Ambiente, come spiega il suo presidente Franco Quiriconi: «in primis abbiamo preso atto della quantità di rifiuti conferiti in discarica nel 2014, ed abbiamo rilevato come i dati siano incompleti, in quanto mancanti dell’indicazione della provenienza dei rifiuti: tale informazione non è mai pervenuta nonostante sia stata richiesta più volte al gestore, la società Programma Ambiente Apuane».
La Commissione ha poi esaminato nuovamente la problematica concernente il superamento del parametro “triclorometano” nei piezometri Pz 10 e Pz 5, superamento segnalato da Arpat nella relazione annuale 2013: «Dopo aver chiesto un parere all’Arpat sui valori sopra soglia riscontrati- continua Quiriconi- la commissione sta attendendo la comunicazione da parte degli uffici sulle analisi delle acque sotterranee svolte nel 2014». Riguardo l’interdittiva antimafia della Prefettura per la società che gestisce la discaricae che ha indotto l’Emilia Romagna a revocare un appalto per lo smaltimento di amianto a cava Fornace, Quiriconi aggiunge: «Riteniamo di dover chiedere delucidazioni e spiegazioni agli organi competenti, Procura, Prefettura, Provincia di Massa Carrara, Regione Toscana, ma di non avere potestà nei procedimenti di chiusura o sospensione dell’attività della discarica, che spettano per legge ad altri soggetti istituzionali. Il ruolo della commissione è vigilare che l’attività di conferimento sia effettivamente svolta nel rispetto delle vigenti autorizzazioni». Il Movimento 5 Stelle sostiene invece che ci sia molto menefreghismo: «Il gestore da quanto emerso non è più garante della sicurezza e della legalità in cava- conclude Lenzetti- ; noi ci saremmo aspettati dal presidente Buffoni una reazione molto diversa».
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