Il Tirreno

Morì sotto il camion, assolto il meccanico

Morì sotto il camion, assolto il meccanico

Era accusato di omicidio colposo per non aver controllato le condizioni di sicurezza dell’officina

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CARRARA. In quello che accadde nell’officina di viale Zaccagna Guido Giorgi non ha responsabilità. Il giudice Fabrizio Garofalo lo assolve: non ha commesso il fatto, non è lui a dover rispondere della morte di Gheorghe Peteleu, il meccanico 42enne rimasto schiacciato sotto un camion.

Non è lui, ma non è escluso che sia qualcun altro: il giudice invia, infatti, gli atti processuali alla Procura e chiede che faccia luce, in particolare, sulla posizione di Lino Fiorini, un altro dipendente dell’officina in cui è avvenuto l’incidente. Con l’obbiettivo di capire cosa non sia andato nel verso giusto quel pomeriggio del 6 giugno 2011. Un camion - per ricostruire i fatti - arriva nell’area della Cargoline srl, in viale Zaccagna, che sono quasi le 18. L’autista ha l’impressione che i freni abbiano qualche problema: a dare un’occhiata ci pensa appunto Gheorghe Peteleu (dipendente di una ditta di manutenzioni a mezzi pesanti): per vedere al meglio si sdraia a terra, sotto il camion. Ma per verificare il funzionamento dei freni, gli pneumatici devono essere in pressione, l’autista sale sul predellino e accende il motore: il freno a mano - ricostruiranno gli inquirenti - non è tirato e la marcia è ingranata. Il bisonte della strada sobbalza, si sposta di qualche metro e schiaccia il torace di Gheorghe. Il 42enne romeno non ce la fa. Nei guai finisce l’autista (ha scelto il patteggiamento), ma fin da subito emerge con chiarezza che lo snodo centrale è comprendere come sia gestito il lavoro nell’area di manutenzione e riparazione camion a cui fanno riferimento diverse ditte di trasporti. Fondamentale anche capire chi svolga funzioni di referente. La Procura ipotizza che le responsabilità ce l’abbia Guido Giorgi e gli contesta l’omicidio colposo. Pensionato sessantenne di Arcola, lavora ancora come meccanico: secondo l’Asl, che fa i sopralluoghi, e secondo l’accusa ha svolto, seppure senza un’attribuzione formale di ruolo, la funzione di capo officina. E non ha effettuato le dovute verifiche e preso le dovute precauzioni per evitare la tragedia.

Aldo Niccolini, avvocato di Giorgi, delinea la linea difensiva fin dalla prima udienza con una chiara finalità: dimostrare che il suo assistito i compiti di capofficina non li ha, dà una mano come meccanico, su chiamata, ma funzioni di controllo, organizzazione e verifica non le ha mai avute. E il legale fa centro perchè il giudice sposa le sue argomentazioni: Giorgi non gestisce il lavoro, nè i lavoratori, non ha ruoli in materia di sicurezza. Non è lui a dover verificare il rispetto delle norme: il pubblico ministero (onorario) Susan Pietrini chiede 1 anno e 8 mesi, ma per Giorgi arriva l’assoluzione perché non ha commesso il fatto e con la morte di Gheorghe Peteleu non c’entra nulla.

Durante il processo, però, almeno secondo il giudice Fabrizio Garofalo, emergono elementi di responsabilità nei confronti di un altro dipendente dell’officina, Lino Fiorini. Adesso gli atti sono tutti nelle mani della Procura. Agli inquirenti il compito di aprire un fascicolo per verificare se quei supposti profili di responsabilità possano essere realmente riscontrati.

Chiara Sillicani

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