Proteste
Confiscato alla mafia autosalone della Ragnaia
Nella provincia apuana sono sette i beni sequestrati ai clan malavitosi Dati esposti da «Libera» durante un incontro con gli studenti di Licciana
LICCIANA NARDI. La villa sequestrata al clan camorristico dei Di Donna a Monti di Licciana è soltanto la punta dell'iceberg. Infatti, sono ben sette i beni confiscati alle mafie nella provincia di Massa Carrara, la zona più infiltrata della Toscana assieme a Siena: tre sono nel Comune di Massa, tre nel Comune di Licciana Nardi e uno nel in quello di Aulla.
Ecco la mappa dei beni confiscati realizzata da Confiscati Bene (dati dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati)
Della villa di Monti e della sua probabile destinazione a caserma dei carabinieri, già si conoscono alcuni dettagli, ma quello che finora non era emerso è che sono state confiscate una società in accomandita semplice in via Piano 41 a Monti di Licciana Nardi e una società a responsabilità limitata in via Cerri 11 in località Ragnaia di Aulla: la srl di via Cerri altro non era che un autosalone denominato "New car".
E' a margine di una manifestazione sulla legalità di ieri mattina al castello di Terrarossa, che ha visto protagonisti decine di ragazzi della scuola media "Iginio Cocchi" di Licciana Nardi, che sono venute fuori queste due nuove situazioni. E' stato Umberto Moisè dell'associazione "Libera", nata nel 1995 con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e presieduta a livello nazionale da don Luigi Ciotti, ad accennare ai sette beni confiscati alla mafia nella nostra Provincia, facendo riferimento, in particolare, alla confisca avvenuta nel Comune di Aulla.
Moisè ha anche ricordato l'imprenditore Stefano Di Ronza, che si trova agli arresti domiciliari nella sua casa in Lunigiana dal giugno scorso, dopo essere stato arrestato nel marzo 2013 con l’accusa di associazione a delinquere di stampo camorristico, in quanto presunto affiliato al potente e temuto clan dei Casalesi. Ed è il nuovo core business delle mafie, ovvero le sale giochi, che Moisè ha citato, senza dimenticare il fenomeno del caporalato, diffuso in Lunigiana, soprattutto, nell'edilizia e nel taglio dei boschi.
«La mafia controlla anche il modo di pensare - ha commentato Moisè - ed è la maggiore industria a livello mondiale. Per combatterla, quindi, occorre innanzitutto iniziare a parlarne».
Ed è quello che ha fatto Moisè, rispondendo a tante domande degli studenti, che hanno voluto saperne di più anche sulle infiltrazioni delle mafie nella politica, supportati dalle loro due insegnanti, Sabrina Facchini ed Eva Fregosi. Tornando alla società a responsabilità limitata confiscata in via Cerri 11 in località Ragnaia di Aulla, abbiamo raccolto alcune informazioni su di essa attraverso il sito web della Regione Toscana, tramite il quale siamo stati reindirizzati al sito web dell'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Ebbene, legato alla "New car srl" è Gabriele Venturi, ex imprenditore ed ex amministratore unico della Eurosport srl, operante nel settore import-export di auto di lusso, al quale, nel 2010, venivano sequestrati beni per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro, a seguito di un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale della Spezia dopo le indagini effettuate dalla Dia di Genova.
Gianluca Uberti
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