Attenzione
Cellulari, a Massa in arrivo 9 nuove antenne
Gli impianti garantiranno la copertura anche della montagna. L'assessore Berti: il piano tiene contro del paesaggio e della salute
MASSA. Il suo obiettivo è quello di creare una copertura su tutto il territorio comunale (come d’altronde previsto sia dalla normativa nazionale sia da quella comunitaria) evitando l’installazione selvaggia di antenne. Per questo è stato aggiornato nei giorni scorsi il piano che andrà a stabilire dove e quanti impianti di telefonia mobile potranno essere installati. Saranno nove, quelli nuovi, localizzati nei luoghi dove manca copertura. Parliamo di Resceto, Casania, area del giardino del Pomario, stadio, Ospedale Apuane, Ricortola, campo di calcio nel viale della Repubblica, cimitero di Turano e il parcheggio del Fescione.
A questi si aggiungeranno poi dieci ampliamenti (nuove linee su antenne già esistenti). Le possibili aree sono state individuate in base alla necessità (quindi alla mancanza di copertura) tenendo conto però anche di altri fattori, come l’impatto sanitario, ambientale e architettonico. E per farlo, il Comune si è affidato alla Polab, un centro di studi pisano specializzato in materia di campi elettromagnetici. Il piano adesso passerà dalla commissione consiliare e poi dal consiglio per l’approvazione definitiva.
«L’ installazione di nuove antenne- spiega l’assessore all’ambiente Uilian Berti - è un obbligo nazionale a cui le compagnie telefoniche non possono sottrarsi. Noi, in sostanza, con il piano abbiamo individuato aree che non deturpino l’ambiente o la configurazione di una località, ma soprattutto dove non vi sia un sovraccarico di onde elettromagnetiche che possa essere pericoloso per la salute». Le nove nuove antenne serviranno per completare la rete Umts e preparare quella Lte e andranno ad aggiungersi alle circa 38 già presenti nel territorio comunale. Ma facciamo un passo indietro: la normativa di riferimento è il decreto legislastivo 259 del 2003, ben integrato alle leggi europee, che di fatto equipara le infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione alle opere di urbanizzazione primaria. Quindi, le antenne non solo sono necessarie ma la loro collocazione è consentita su tutto il territorio comunale. Questo ha fatto sì che per anni le compagnie telefoniche installassero antenne ovunque senza nessun criterio logico (vedi monte Carchio a Montignoso, dove c’è un parco di antenne in area Parco Alpi Apuane). Il Comune di Massa nel 2005 ha cercato di normare il “non-normabile” promuovendo un accordo con le compagnie per individuare quindi aree idonee. E solo nel 2011 il piano è diventato obbligatorio con una legge regionale. Quello deliberato nei giorni scorsi quindi è un aggiornamento di un piano che in parte già esisteva. Funziona così: entro gennaio il Comune individua le aree ed entro ottobre le società devono presentare un piano di sviluppo, che passa al vaglio di Arpat e Asl. Se approvato la compagnia può installare l’antenna in una delle zone previste dal piano, che quindi la Polab ha stabilito essere “sicure”. E la installerà pagando un canone da circa 18mila euro all'anno. «È normale che le antenne facciano paura - commenta Berti - e che nessuno le voglia vicino casa, ma bisogna considerare due aspetti: che tutti usano il cellulare e vogliono copertura, e che comunque è la legge a imporlo. Se non facessimo questo piano le compagnie sarebbero legittimate a installarle a loro piacimento».
Intanto una piccola rassicurazione arriva dagli uffici tecnici: in quanto a elettrosmog, la città di Massa è al di sotto della media nazionale. È quanto perlomeno dicono le cinque centraline sparse sul territorio: «Siamo disponibili a fare incontri con la cittadinanza - commenta l’assessore all'ambiente - per spiegare, insieme ai tecnici della Polab, che sono tecnici qualificati scelti in passato dagli stessi ambientalisti, i reali effetti sul territorio di queste installazioni. Ribadiamo che il piano serve proprio per tutelare i cittadini».
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