Il Tirreno

Leri contro Bugliani: rispetti le regole del Pd

«Se vuole candidarsi, presenti le firme. Intanto lo invito a fare qualcosa di significativo in consiglio comunale»

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Alla Leopoldina di Bugliani la dirigenza del Pd non c’era. Pare, e questo non è elemento secondario, che non fosse stata neppure invitata. Nonostante questo, l’assenza dei segretari di partito e dei consiglieri del Pd è stato motivo di dibattito, sottolineato più volte da Giacomo Bugliani, papabile candidato renziano alle regionali, in polemica con Cesare Leri, segretario provinciale del Pd. I due si erano già “pizzicati” nei giorni prima la Leopoldina, poi Bugliani aveva criticato Leri per il suo comportamento ostile nei suoi confronti, parlando di attacchi personali e ostruzionismo alla sua candidatura.

Leri risponde a tono e, promette, che sarà l’ultima volta: «Bugliani fa tutto da solo, nessuno ha detto che non sarà candidato e nessuno gli ha chiesto di dimettersi; non avendo altri argomenti né proposte concrete, Bugliani ricorre alla cosa più facile e populista che ci sia: dire che non c’è democrazia dentro un partito e proclamarsi vittima di qualcuno che a suo dire vorrebbe fermare la sua bramosa corsa verso le Regionali. Ma quale film ha visto? E quale film vorrebbe raccontarci? È bene mettere in chiaro alcune cose nessuno, sottolineo nessuno, ha mai detto che Bugliani non dovrà essere candidato. Se a lui fa comodo dire così per conquistare visibilità è comprensibile, ma questo non corrisponde al vero. E se il nuovo e il cambiamento si afferma attraverso questi strumenti, c’è da preoccuparsi».

Leri non si ferma qui: «A Giacomo ricordo che in un partito ci sono delle regole e che, sia che si appartenga al Pd nazionale o a quello regionale, o provinciale, la musica non cambia: il regolamento prevede che gli aspiranti candidati raccolgano delle firme con cui presentarsi alle direzioni provinciali e poi alla direzione regionale. Le regole valgono per tutti, per lui come per altri». E ancora: «Nessuno vuole sbarrargli la strada né fermare la sua ascesa politica. Anzi, spero e immagino sarà così. Il partito apuano non lo fermerà». Infine, Leri afferma di non avere mai chiesto a Bugliani di dimettersi da consigliere comunale: «Tutt’altro. L’ho piuttosto invitato a considerare il consiglio comunale come un luogo di formazione politica. Un consiglio quasi paterno, visto che, non avendo avuto notizia di una sua attività significativa, non mi è sembrato che lo considerasse tale. lo invito, quindi, a chiuderla con sterili polemiche: ci si confronti sui temi e sulle proposte. Le uniche cose che interessano ai nostri concittadini. Questo sarebbe il vero rinnovamento».

Manuela D’Angelo

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web