Il Tirreno

Il vicepresidente: il buco non l’ha scoperto Volpi

di Cinzia Chiappini

Pollina se ne va dalla Spa sbattendo la porta: ad accorgersi dell’ammanco sono stati alcuni dipendenti, il presidente si sta prendendo meriti non suoi

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CARRARA. Cambio di statuto per Apuafarma che da oggi non sarà più guidata da un consiglio di amministrazione ma da un amministratore unico. L’incarico è stato affidato a Fabrizio Volpi, fino a giovedì presidente della spa. Esce così di scena il vicepresidente Riccardo Pollina, che dice addio alla municipalizzata sbattendo la porta: «Apuafarma sul piano organizzativo è indietro di 10 anni», attacca. E sulla vicenda del buco da 400 mila euro l’ex vicepresidente afferma: «Volpi si sta prendendo meriti non suoi, ad accorgersi dell’ammanco è stato un dipendente». È un addio doloroso, quasi rabbioso, quello di Riccardo Pollina dalla vicepresidenza di Apuafarma. Ieri nel corso di una riunione del consiglio di amministrazione, alla presenza del sindaco di Carrara Angelo Zubbani, è stato formalizzato il cambio di statuto che mette la società nelle mani di un amministratore unico, il “presidente uscente” Fabrizio Volpi. Il cda viene dunque azzerato: dopo soli otto mesi di incarico il dottor Pollina – ex manager per l’Italia Centrale di una importante azienda farmaceutica, già candidato alle ultime amministrative in quota CarraraFutura - lascia la spa e lo fa sbattendo la porta. Sì perché a suo parere, sulla gestione della società e sulla vicenda degli ammanchi di cassa sono state raccontate troppe inesattezze. L’accusa dell’ex vicepresidente è chiara: Volpi da quando si è insediato alla presidenza della Spa si sarebbe preso «meriti non suoi», sia per la gestione dell’azienda sia in merito alla “scoperta” del buco da 400 mila euro. «Non è stato Volpi che ha scoperto l’ammanco. Se n’è accorto Gabriele Bernardini, il nostro informatico. Quel giorno ero presente anch’io. Bernardini l’ha detto al direttore (Francesco Buffoni, ndc) e dopo due giorni l’abbiamo detto insieme al presidente » ricorda Pollina, secondo il quale i controlli erano in corso da mesi e, dopo la scoperta di un primo, piccolo ammanco, i dipendenti di Apuafarma avrebbero iniziato a scavare, effettuando «rilievi incrociati» per poi arrivare a scoprire la verità. «Hanno fatto tutto i dipendenti non c’è stato l’intervento di nessuna società “esterna”» insiste, accusando Volpi di prendersi «meriti non suoi, e tutto l’anno che lo fa, per questa azienda non ha fatto nulla se non andare sul giornale». E le divergenze tra il vicepresidente e il suo diretto “superiore” sarebbero iniziate proprio subito dopo l’insediamento, «quando Volpi ha “sputtanato” l’azienda sui giornali, dicendo che i dirigenti sono tutti ladri e fannulloni » racconta ancora Pollina. L’ex vicepresidente non ha dubbi: Volpi avrebbe lavorato «solo per diventare amministratore unico» cosa che alla fine, ieri, gli è riuscita. L’attacco, durissimo, si focalizza così anche sul cambio di statuto e sul “peso” della politica: «Sono sempre stato contrario all’amministratore unico perché un cda, se fatto bene, può affrontare davvero i problemi: ad Apuafarma non è mai successo perché non lo si voleva fare» aggiunge. «In questa azienda – rileva Pollina - mi sono reso conto che il potere politico è più forte della competenza, e va per la sua strada. Questa è la direzione che ha voluto prendere il sindaco, una “bella” scelta» afferma ironicamente l’ex vicepresidente, che dopo essersi tolto qualche “sassolino” dalla scarpa non rinuncia a snocciolare i numeri sul suo operato personale all’interno della municipalizzata. «Nel 2014 le farmacie comunali hanno registrato un +1,5% di fatturato rispetto al 2013 e un utile di 450 mila euro. È la parte buona di Apuafarma» spiega, condividendo il merito di questo risultato con Anna Teneggi, responsabile del settore farmaceutico della municipalizzata. «Una persona qualificata e una gran lavoratrice, nonostante sia stata messa alla berlina da Volpi». Quanto alla sua uscita da Apuafarma, Pollina sembra sicuro: «La qualità della mia vita ne sarà sicuramente migliorata, mi sento sollevato» afferma, dicendosi «dispiaciuto» per le persone con cui ha lavorato e per non aver completato l’opera. «Volevamo introdurre novità epocali, come la scheda di valutazione, cosa che per un’azienda è basilare. Apuafarma dal punto di vista organizzativa è indietro di 10 anni» conclude, lasciando forse per l’ultima volta la sede della municipalizzata al termine dell’ultimo consiglio di amministrazione.

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