Sicurezza
Ambulanti perplessi sul mercato “spezzatino”
«Per far tornare tutti i banchi in centro il Comune ha fatto una mappa che sparpaglia gli operatori anche in strade dove nessuno passerà mai»
MASSA. «Qui è decisamente meglio: non c'è disuguaglianza fra gli ambulanti e dà più l'idea di un mercato. Solo i primi in graduatoria, che quindi possono scegliersi il posto migliore e i residenti di Viale Roma non sono a favore del trasferimento nel centro storico». Giuliano Gennaro è uno degli ambulanti storici. Da oltre 35 anni, ogni martedì mattina, monta e smonta il suo banco di tendaggi e lenzuoli a Massa, prima nel cuore del centro storico e adesso, da tre anni, nel viale Roma. Il primo trasloco (dal centro al viale) non è stato facile da digerire: «ho perso molti dei miei clienti fissi che evidentemente non sapevano più dove cercarmi», racconta. Ma le cose cambiano e, a volte, anche in meglio.
«Venendo qui – spiega – il mercato è diventato compatto, siamo tutti in una strada e non dispersi e non c'è il rischio che qualche banco rimanga escluso». Il venditore ambulante quindi non vede di buon occhio il “ritorno a casa” del mercato previsto per marzo. E come lui, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, molti altri. O meglio: la maggior parte. E per lo stesso motivo: la disposizione dei banchi, troppo dispersiva e «non equa». «Certo, il centro storico sarebbe molto meglio – spiega un'altra ambulante, Sandra Elisei – ma qui la disposizione è decisamente migliore: siamo tutti su due file parallele. Il cliente entra in questo corridoio e lo percorre fino in fondo. Nel centro invece siamo sparpagliati qua e là, non c'è continuità, alcuni banchi andranno a finire in stradine dove nessuno andrà mai». «In alcune vie non ci passerà nessuno», incalza la vicina di banco, Stefania Leucchi. «Preferisco sicuramente il viale Roma – aggiunge – la disposizione in centro è veramente pessima». Il punto è che non tutti, vista la quantità di banchi (196), avranno la possibilità di stare nelle zone centrali: ci sarà una “selezione naturale”, in base alla graduatoria, per anzianità e alla tipologia di prodotto venduto. I banchi verranno infatti divisi fra il parcheggio ex Finanza (dove finiranno gli 11 banchi alimentari), largo Matteotti, piazza teatro e Piazza Palma (60 banchi non alimentari), via San Sebastiano (4 posteggi non alimentari), viale Chiesa a scendere (28 posteggi non alimentari in doppia fila), via Angelini (8 posteggi non alimentari), via Cavour (14 banchi non alimentari), via Petrarca (4 posteggi non alimentari), piazza Aranci (62 posteggi non alimentari ), via Alberica (8 posteggi non alimentari), via Porta Fabbrica (3 posteggi non alimentari), via Bastione (5 posteggi non alimentari). E questo chiaramente fa storcere il naso a chi si era abituato a non vedere più privilegi. «Alcuni banchi rischiano di vedersi diminuire il flusso di parecchio – continua Gennaro – Ma ogni anno dovranno comunque sborsare dai 650 ai 700 euro per il suolo pubblico. Non è giusto». «Ma come si fa a tornare adesso nel centro?», si chiede Paolo Leonildi, ponendo un altro problema: quello della viabilità. «E' tutto cambiato nel centro e si rischia di creare un caos al traffico». Certo, non tutti la pensano così. Sarebbe stato molto più semplice per l'amministrazione prendere una decisione che accontentasse tutti. C'è chi infatti, comunque, al di là della distribuzione “a spezzatino”, preferisce il centro storico. «E' tradizione – spiega Barbara Peselli – ed è più bello. Poi in centro ci sono i negozi, i bar, le banche: c'è più giro, mentre qui i clienti devono venire appositamente per comprare. Diciamo poi che, come il centro è utile al mercato, anche il mercato è utile al centro. Ci alimentiamo a vicenda. Quindi sì – conclude l'ambulante - sono a favore dello spostamento».
Melania Carnevali
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