Attenzione
Alloggio popolare nella ex casa della mafia
Consegna delle chiavi ad Ameglia alla presenza di Libera. Un secondo appartamento ospiterà la caserma dei carabinieri
AMEGLIA. Dalle mani della mafia a quelle di persone alle prese con i problemi della vita, non ultimo quello creato dalla mancanza di un alloggio.
In nome di tuto ciò, la cerimonia che si è svolta ieri mattina per la consegna formale da parte di Arte al Comune di Ameglia delle chiavi della casa, posta in via della Pace, nella zona del Piano di Ameglia, confiscata e requisita alla mafia.
Alla cerimonia erano presenti, oltre al sindaco Raul Giampedrone, il vice prefetto Bruno La Rosa, il tenente dei carabinieri del Radiomobile di Sarzana, Josè Ghisilieri, il maresciallo Alberto Poletti, comandante della stazione carabinieri di Ameglia, l’ing. Stefano Pollina di Arte, il dott. Marco Baruzzo dell’Associazione Libera e l’assistente sociale del Comune di Ameglia, dottoressa Marina Manieri.
Un percorso iniziato nel 2011 con la confisca dell’immobile da parte del Tribunale di Parma che Arte ha ristrutturato, con un proprio investimento di circa 61.600 euro e un investimento, della Regione Liguria di 50.400 euro erogato tramite social housing. Successivamente l’immobile è stato restituito al Comune che ha provveduto alla requisizione e all’assegnazione dell’alloggio per fini sociali.
«La giornata di oggi segna un importante risultato raggiunto dall’amministrazione comunale, frutto di un percorso in collaborazione con tutti gli Enti e le Istituzioni coinvolte a cui va il mio più sentito ringraziamento per la proficua collaborazione dimostrata in questi mesi di incessante lavoro, che ci ha visti coinvolti nel progetto di recupero e riassegnazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata - ha detto il sindaco Giacomo Raul Giampedrone - percorso sul quale abbiamo rivolto grande attenzione fin dal primo momento del nostro insediamento nel maggio scorso per riuscire a definire in tempi rapidi tutte le procedure di assegnazione. La risposta migliore che le istituzioni possono dare contro la lotta alle mafie trova quindi ampio riconoscimento nella rassegnazione alla collettività di questo immobile — continua il sindaco di Ameglia - e soprattutto nel riscatto sociale che ne deriva assegnando l’appartamento ad un nostro concittadino così da rispondere, seppure in minima parte, anche alle sempre più numerosa esigenza di nuovi alloggi a canoni convenzionati».
Il vice prefetto Bruno La Rosa ha elogiato la rapidità con cui l’amministrazione comunale ha provveduto all’assegnazione dell’alloggio requisito invitando gli altri Comuni della Provincia della Spezia a prendere come modello il Comune di Ameglia per quanto riguarda gli alloggi da riassegnare per fini istituzionali o sociali, evidenziando altresì il grande lavoro svolto su questo tema da parte del dott. Giuseppe Forlani, Prefetto della Spezia che da poche settimane ha visto una nuova assegnazione nell’incarico di prefetto della provincia di Parma.
Marco Baruzzo di Libera ha evidenziato come «il grande risultato della giornata odierna, non debba essere solo un punto di arrivo bensì un altro tassello da aggiungersi a un cammino molto lungo che vede la nostra Associazione impegnata in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata e in particolare nella rassegnazione dei beni confiscati. E’ altresì motivo di orgoglio — ha sottolineato Baruzzo — poter tributare un omaggio in questa giornata a Dario Capolicchio, di origini amegliesi che trovò la morte nell’attentato di via dei Georgofili di Firenze del 1993, figura che ha contribuito a un’Italia più libera».
«La palazzina in questione è stata assegnata a una famiglia già in graduatoria per un alloggio pubblico - ha concluso il sindaco - nel prossimo futuro il Comune avrà a disposizione un secondo appartamento strappato alla mafia, il quale ospiterà la caserma dei carabinieri o, in seconda battuta, un’altra famiglia con i requisiti per ottenere un alloggio pubblico».
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