Sicurezza
Accademia, spunta il nome di Franca Conti
Nel “toto presidente” anche la senatrice Sara Paglini. La norma impedisce un Caffaz tris
CARRARA. Spunta un nuovo nome tra i papabili per la presidenza dell’Accademia di Belle Arti. Nelle stanze dei bottoni si parla di Franca Conti, imprenditrice – pardon, industriale del marmo – figlia di Giorgio Conti, fratello dell’ex sindaco Giulio e geniale fondatore del colosso Red Graniti. Estranea ai salotti dove si chiacchiera molto e si realizza poco, donna schiva – «Non ha mai appiccicato manifesti per tutto quello che fa» si dice di lei – Franca Conti, da anni, dimostra grandi doti imprenditoriali: con la sorella Daniela e con il marito Fabrizio Ponzanelli prese in mano le redini della scuderia di famiglia sin dalla scomparsa del padre.
Arriverà questo nome ad essere inserito nella terna dei candidati alla presidenza che deve uscire dal consiglio accademico per essere inviata e sottoposta all’attenzione del ministro del Miur Stefania Giannini e dalla quale uscirà (per scelta e nomina del ministro) il prossimo presidente dell’ateneo? Vedremo.
Di acqua sotto i ponti deve ancora passarne: il mandato di Simone Caffaz, attuale presidente dell’Accademia – un “Caffaz tris” è escluso perché la norma lo impedisce – scade a maggio. Una data di convocazione del consiglio accademico – la chiamata è compito del direttore, quindi di Lucilla Meloni – ancora non c’è.
Si andrà probabilmente a marzo: lo conferma Francesco Cremoni, tra i docenti che nel consiglio accademico siedono e che dovranno produrre la terna (i docenti sono dieci, a cui si aggiungono due rappresentanti della Consulta degli studenti e il direttore che presiede). «Non c’è ancora nulla di preciso – chiarisce Cremoni – In pentola a bollire non c’è ancora niente. Fare nomi adesso è inutile, crea solo confusione». Non c’è dubbio, ma i nomi circolano lo stesso.
Oltre a quello di Franca Conti è già uscito, e anche in questo caso, dalle stanze dell’Accademia, quello di Sara Paglini, senatrice carrarese del Movimento Cinque Stelle, una laurea con il massimo dei voti presa proprio al Palazzo del Principe, in scultura, con il grande Floriano Bodini. S’è parlato di Philippe Daverio, critico d’arte e conduttore televisivo di trasmissioni Rai di gran pregio, ma piuttosto come personaggio gradito alla città, una sorta di auspicio per agganciare il sospirato rilancio.
Se Franca Conti arrivasse in vetta, non inaugurerebbe un nuovo identikit di presidente; grandi industriali locali si sono già seduti su quella poltrona: da Enrico Bogazzi a Gino Mazzi, per esempio.
Veniamo al clima. Se la sensazione è quella che si tenda a dilatare i tempi per risolvere l’incombenza («Per i nomi si brancola nel buio» dice qualcuno), in effetti il toto-presidente è già cominciato. In sordina, perché oggi i boati nelle stanze dell’ateneo sono altri: ad esempio, il documento di critica a molte delle scelte intraprese dai vertici dell’ateneo a firma di Flc Cgil. E non solo: a stretto giro c’è anche il rinnovo delle Rsu (il 3,4 e 5 marzo), quattro le liste, Cgil, Cisl, Gilda Unams, Cobas; per l’Accademia cittadina questo appuntamento non è solo banalmente prassi routinaria, è anche una sorta “di conta” per confermare, correggere ed eventualmente ridisegnare gli equilibri interni, che certo influenzeranno anche il dibattito e la scelta del nuovo presidente. Aspra battaglia all’ultimo voto si preannuncia soprattutto tra Cgil e Cisl.
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