Il Tirreno

Massa, Sel pronta ad uscire dalla maggioranza

di Manuela D'Angelo

Il segretario Paolini: Deciderà l’assemblea ma la giunta Volpi sta accusando ritardi colossali

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MASSA. Sinistra ecologia e libertà sull’orlo della rottura con il sindaco Alessandro Volpi e pronta ad uscire dalla maggioranza. La decisione ufficialmente non è ancora stata presa, se ne è discusso fino a tardi giovedì sera, durante l’ultima segretaria provinciale del partito, e il risultato della scelta non è ancora stato reso pubblico. All’ordine del giorno però c’era un unico punto: rimanere o no in questa maggioranza, cui Sel ha chiesto più volte un confronto e una verifica sul programma e sugli obiettivi, oltre che sugli equilibri politici. Una verifica che non è mai arrivata, conferma Carlo Paolini ieri sera durante la trasmissione televisiva Logos di Antenna3, e un atteggiamento che sta diventando quasi imbarazzante, come quando si nasconde la polvere sotto un tappeto.

«Volpi fa finta di nulla- dice Paolini- come se non esistesse alcun problema, e strumentalizza la sua completa inadempienza, facendoci passare per quelli che chiedono una poltrona. Vorrei ribadirlo: ‘aggiungi un posto a tavola’ non ci interessa, noi vogliamo stare in maggioranza nella maniera più seria che conosciamo, partecipi delle scelte dell’amministrazione che abbiamo contribuito a costruire con i nostri voti. Invece il Pd si sente autosufficiente e lavora per conto suo, senza tener presente le minoranze».

Non è soltanto una questione politica, perché Paolini entra anche nel merito: «Non ci sono programmi, non ci sono idee per il futuro, se prendiamo il programma elettorale di Volpi ci accorgiamo oggi della inefficienza del suo lavoro, dei ritardi colossali sui punti strategici, come il regolamento urbanistico che nasconde dietro le carte del rischio idrogeologico, ormai pienamente appurate; non c’è il bilancio di previsione, i cittadini non sapranno se aumenteranno le tasse o no. C’è un torpore generale che noi non riusciamo a contrastare». La rottura era già nell’aria da parecchi mesi, ricorda Paolini, cioè da quando tutta la giunta passò al Pd, senza che il sindaco convocasse i partiti di maggioranza, almeno per darne conoscenza e stabilire insieme i passi futuri, “come dovrebbe farsi in democrazia”, commenta Paolini; a Sel è rimasto un solo consigliere in maggioranza, Elena Mosti: «un solo voto che per il sindaco è forse irrilevante- conclude Paolini- ma l’autosufficienza non paga a lungo, chi fa politica sul serio dovrebbe saperlo».

 

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