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Massa Carrara, la rivolta degli artigiani: la “nuova” Iva ci uccide

Massa Carrara, la rivolta degli artigiani: la “nuova” Iva ci uccide

Le associazioni di categoria lanciano una petizione online di protesta Hanno inventato un regime che toglie liquidità a tutte le piccole imprese

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MASSA CARRARA. Una mazzata per le imprese artigiane già alle prese con le ristrettezze del credito e con i pagamenti a rilento delle pubbliche amministrazioni. La mazzata ha un nome inglese, split payment, ma origine italiana: ovvero è una manovra decisa dal governo e inserita dal 1 gennaio nel patto di stabilità 2015 che ridisegna i pagamenti dell’Iva, «mettendo a rischio la liquidità delle imprese e così la loro stessa sopravvivenza», dicono le associazioni di categoria che hanno deciso di lanciare una petizione online contro il provvedimento.

Petizione lanciata qui nella nostra provincia da Cna e Confartigianato tramite i loro siti (www.cna.it oppure www. confartigianato.ms.it).

Lo split payment (scissione dei pagamenti) è stato introdotto con la Legge di stabilità 2015 e prevede che, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate dalle imprese nei confronti di enti pubblici, le Pubbliche amministrazioni versino l'Iva direttamente all'Erario. In questo modo, gli imprenditori fornitori di beni e servizi alla pubblica amministrazione si troveranno in una posizione creditoria - spiega Confartigianato - . In sostanza l'impresa continuerà a pagare l'iva ai propri fornitori, ma senza incassarla in quanto dovrà essere versata all'erario dal committente pubblico, determinando così per l'azienda una minore disponibilità di liquidità.

Peraltro Confartigianato si è subito mobilitata chiedendo a Governo e Parlamento un intervento immediato per abrogare lo split payment a partire da marzo, quando sarà obbligatoria la fatturazione elettronica per tutte le operazioni con la P.A., e per escludere l'applicazione del reverse charge nei casi di fatturazione elettronica tra imprese.

Infatti sempre dal 1° gennaio 2015, per effetto della legge di Stabilità, si amplia l'ambito di applicazione del meccanismo del reverse charge a nuovi settori di attività, tra cui anche al comparto edile (prestazioni di demolizione, installazioni di impianti e completamento di edifici). Tale sistema di inversione contabile, in pratica, derogando alla disciplina generale sull'Iva, trasferisce gli obblighi di assolvimento dell'imposta dal cedente all'acquirente. I due meccanismi fanno aumentare in modo esponenziale i crediti Iva degli imprenditori e peggiorano la situazione finanziaria, già precaria, delle imprese che operano con la Pubblica Amministrazione o che lavorano nei settori dell'edilizia, dell'impiantistica, dei servizi di pulizia e della distribuzione organizzata.

Insiste Cna: «Considerata la normativa e la prassi attuale in Italia, al ritardo di pagamento già registrato nei lavori pubblici, si aggiunge quindi un ulteriore ritardo dovuto alla tempistica di rimborso dell'Iva al creditore, che supererebbe ampiamente un anno ed è peraltro già oggetto di contestazione da parte della Commissione Europea. In altre parole lo split payment determina, per legge, un ulteriore ritardo nei pagamenti della Pubblica Amministrazione italiana».

Per Cna esistono altre modalità per combattere l'evasione fiscale come la legge 136/2010 «che impone a tutti i contratti pubblici la registrazione dei movimenti finanziari su conti correnti dedicati, in virtù della gestione contabile di tipo industriale adottata dalle imprese di costruzioni, rappresenta un deterrente molto efficace contro l'evasione. Dello stesso tenore è il meccanismo della fatturazione elettronica che permette già di monitorare il processo di fatturazione e pagamento dei contratti pubblici».

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