Il Tirreno

«Detriti delle cave e detriti nel fiume: voglio vederci chiaro»

«Detriti delle cave e detriti nel fiume: voglio vederci chiaro»

Luca Barattini: prioritaria la sicurezza idraulica del territorio Oggi commissioni Marmo e Lavori pubblici nei bacini

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CARRARA. Cave nel mirino, questa volta delle commissioni marmo e lavori pubblici, con i rispettivi presidenti Massimo Menconi e Luca Barattini.

I bacini carraresi saranno la meta di una serie di sopralluoghi che cominciano da questa mattina, per verificare al monte la situazione delle terre e dei detriti derivanti dall’escavazione, e di conseguenza la sicurezza idraulica e le sue connessioni anche con il fiume Carrione.

«Intendiamo capire – spiega Luca Barattini – le condizioni che ci sono al monte, per poi arrivare a un possibile progetto unico, dai monti alla foce del Carrione, per la tenuta idraulica del territorio. Pare che negli ultimi tempi sia diminuita la presenza di materiali dalle cave nel fiume, forse grazie anche a griglie, ma come commissioni intendiamo vedere con i nostri occhi come stanno le cose, affiancati ovviamente da tecnici del Comune. Non so se sarà possibile studiare qualche sistema per trattenere le acque al monte, o per evitare che i detriti finiscano nel fiume. L’obiettivo è la messa in sicurezza del territorio, perché ormai quando piove forte, accadono disastri (non solo a Carrara), l’alveo con le piene muta repentinamente».

Il consigliere del Pd, Barattini, insiste sulla necessità, da parte dei consiglieri, di capire quali interventi siano possibili, e con quali risorse: «Quelle della Regione, della Comunità europea. Ma anche degli industriali: gran parte del problema dei detriti nel Carrione deriva dall’escavazione, penso che gli industriali del marmo dovrebbero partecipare alle spese per eliminare il problema, in una spirito di solidarietà per la sicurezza di tutta Carrara».

Rispetto a chi sostiene, fra gli imprenditori del lapideo, che i detriti nel fiume non dipendono dalle cave, Barattini non è d’accordo: «I ravaneti lassù non ce li ha mica messi il Padreterno, e il marmo non è un salmone che risale la foce del fiume. Occorre fare in modo che presso il ponte ferroviario a Nazzano, e altrove nel fiume, non si accumulino più detriti».

Ora sono in corso i lavori di Rfi per creare una terza campata finalizzata a far defluire meglio le acque del fiume. Ma il problema dell’apporto di detriti con le piene, permane. E i sopralluoghi congiunti delle due commissioni comunali sono finalizzati a capire in che misura siano legati al Carrione gli effetti dell’escavazione . Cioè se dal monte scendono (nel senso che possono finire nel Carrione) nuovi quantitativi di detriti oppure se sono vecchi cumuli che si spalmano nell’alveo durante le piene. E che comunque innalzano l’alveo, e impongono interventi di “pulizia”.

«Qua non si tratta di fare azioni punitive verso nessuno. E’ semplicemente una questione di responsabilità, – dice «Luca Barattini – per cui anche il privato deve dare una mano. Anni fa non pioveva con la forza di adesso, ma ora il problema è di tutti, anche degli industriali che a Carrara ci abitano, che qui hanno le loro case. E farsi carico della sicurezza è ormai diventato prioritario. A Nazzano, ci sono famiglie, che quando scatta l’allerta meteo non dormono, e gente che sta tutta la notte sul terrazzo con l’ombrello aperto, a guardare il fiume. Non è facile convivere con queste paure. Tutti assieme dobbiamo partecipare alla sicurezza della nostra città».

Secondo il consigliere del Pd, oltre ai lavori nel Carrione attualmente oggetto dell’indagine della magistratura, nel corso degli anni ci sono stati interventi che hanno dato buoni risultati, «ma visti i mutamenti climatici, e le alluvioni, dobbiamo anche interrogarci senza allarmismi, chiederci se le soluzioni adottate che andavano bene in passato, siano ancora valide. Purtroppo c’è anche un caos di competenze sul Carrione: quelle del Genio civile, del Consorzio di bonifica, della Provincia, del Comune (queste solo nel tratto cittadino). Troppa confusione. E la confusione non aiuta».

La due commissioni, Marmo e Lavori pubblici, intendono effettuare una serie di sopralluoghi alle cave (è saltato quello in programma la scorsa settimana, a cause del maltempo), in modo da potersi fare un’idea più precisa della situazione generale,con l’ausilio dei tecnici comunali. Se il Carrione è un sorvegliato speciale, lo sono anche le cave.

Cinzia Carpita

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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